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  • Dall’Italia bombe per colpire Gaza?

    Pubblicato il gennaio 20th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    bombe20su20libanoIl 20 dicembre 2008, una settimana prima dell’operazione «Piombo fuso», è salpato dagli Usa un mercantile tedesco noleggiato dallo Us Military Sealift Command, carico di 989 container di munizioni, dirette al porto israeliano di Ashdod via Grecia. Il 31 dicembre, il Pentagono ha approvato l’invio di altri due mercantili carichi di munizioni, comprese quelle a fosforo bianco. Il meccanismo si è però inceppato: rispondendo a un appello lanciato dai palestinesi, il movimento greco di solidarietà è riuscito a impedire che un carico di armi venisse imbarcato nel porto di Astakos. A questo punto - documenta Amnesty International (14 gen. 2009)- «il Dipartimento Usa della difesa dice che sta considerando altri mezzi per consegnare le munizioni a un deposito statunitense in Israele: un accordo Usa-Israele permette che le munizioni statunitensi depositate in Israele possano essere trasferite alle forze israeliane in “caso di emergenza”». Ciò coinvolge anche l’Italia.
    Come documenta l’organizzazione Global Security, il 31° squadrone munizioni che opera a Camp Darby - la base logistica Usa, tra Pisa e Livorno, in cui sono depositate le bombe per le forze aeree e terrestri che operano nell’area mediterranea, nordafricana e mediorientale - «è responsabile anche di due depositi classificati situati in Israele». I depositi, usati nel 2006 per la guerra contro il Libano, sono dunque una sorta di succursale di Camp Darby. È quindi probabile che contro Gaza vengano impiegate bombe che provengono o transitano da Camp Darby. Niente di illegale: la Legge 17 maggio 2005 sulla cooperazione militare italo-israeliana prevede anche «l’importazione, esportazione e transito di materiali militari».

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