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Fao: tensione su scarsita’ acqua
Pubblicato il gennaio 26th, 2009 Nessun commento
(ANSA) - ROMA, 25 GEN - Si alza la tensione sul tema dell’acqua, al punto che la scarsita’ di risorse idriche potrebbe causare la prossima crisi mondiale. Lo sostiene il capo dell’Unita’ della Fao di Sviluppo e Gestione dell’acqua, Pasquale Steduto, secondo il quale e’ necessario un cambio di rotta, l’unica soluzione e’ la cooperazione internazionale’. Oggi, 2,6 mld di persone al mondo non hanno accesso a servizi sanitari, 1,1 mld non dispongono di acqua pulita e 1,2 mld vivono in zone con scarsita’ d’acqua. -
Accordo annunciato, ma non meno grave. Ora la parola passi ai lavoratori
Pubblicato il gennaio 26th, 2009 Nessun commentodi Roberta Fantozzi
(Segreteria Nazionale - Resp. Lavoro Prc)
L’accordo separato firmato da governo, Confindustria, Cisl, Uil, Ugl, non è un evento inaspettato preceduto come è stato dalla lunga serie di accordi separati di categoria. Tanto meno lo è dopo l’offensiva lanciata nei giorni scorsi da Confindustria, Cisl e Uil, e le dichiarazioni di Walter Veltroni. Ma è fortissimo il senso dello strappo, per l’accelerazione che si è prodotta, come per la gravità estrema di quanto è accaduto.
Berlusconi cerca di realizzare nuovamente l’obiettivo che segnò il suo governo nel 2002, quando con il Patto per l’Italia puntò ad isolare e marginalizzare la Cgil. Lo vuol fare, oggi come ieri, per realizzare un disegno “costituente” che mira a determinare in senso fortemente regressivo non solo la condizione materiale del mondo del lavoro, ma natura e ruolo dei soggetti sociali e dunque lo statuto della democrazia nel nostro paese. Un disegno persino esibito dalla coincidenza temporale della firma dell’accordo e del primo via libera dato dal parlamento al federalismo. Entrambe scelte “costituenti” che puntano a dividere e frammentare, mettere in contrapposizione i territori come i lavoratori, distruggere i residui elementi universalistici e solidaristici del nostro modello sociale. Entrambe scelte che hanno registrato l’assenza grave dell’opposizione parlamentare.L’accordo firmato riprende, solo sintetizzandolo, il documento di Confindustria che aveva già visto convergere Cisl e Uil. Il contratto nazionale di lavoro viene svuotato di ogni ruolo: non serve a redistribuire la produttività, non serve nemmeno a difendere salari e stipendi dall’inflazione reale. E’ viceversa lo strumento della generalizzata e ulteriore riduzione dei salari, legati ad un’indice dell’inflazione “depurato” dall’aumento dei costi dell’energia importata. La contrattazione aziendale, che riguarda meno del venti per cento delle imprese, consente aumenti salariali solo in relazione alla “produttività” e “redditività” delle imprese, all’aumento dello sfruttamento e della fatica del lavoro, ad ulteriori sgravi fiscali e contributivi per le imprese, che si esige diventino “strutturali, certi, facilmente accessibili”. Il contratto nazionale potrà essere derogato solo in peggio, mentre nulle sono le garanzie per la stragrande maggioranza dei lavoratori che non accedono alla contrattazione di secondo livello. Si rimanda ad altra sede la definizione delle “modalità per garantire la tregua sindacale”, ma la sostanza resta quella di sanzionare e limitare pesantemente il diritto di sciopero. Viene reiterata la previsione di “ulteriori forme di bilateralità per il funzionamento dei servizi integrativi di Welfare”, nodo centrale anche del Libro Verde del ministro Sacconi.
Il sindacato non è più, secondo l’accordo, il rappresentante autonomo degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, organizzazione di conflitto e contrattazione. E’ insieme alle imprese il gestore di servizi, di uno stato sociale che vede ritrarsi ruolo e garanzie pubbliche e viene consegnato a logiche privatistiche, a quegli enti bilaterali in cui si sostanzia il ridisegno neocorporativo dell’insieme delle relazioni sociali. Non è un caso che il governo abbia varato in agosto un taglio micidiale delle risorse per sanità, enti locali, istruzione, lavoro pubblico.
L’accordo separato è destinato ad aggravare la situazione economica e sociale complessiva, perché impoverisce ancora di più i lavoratori, in una crisi che è determinata esattamente dall’acuirsi delle disuguaglianze, da quel “mondo di bassi salari” prodotto da un trentennio di politiche neoliberiste.
La partita non è tuttavia chiusa. Non lo è come non lo fu nel 2002, sebbene sia evidente il quadro peggiore di oggi rispetto a ieri, per la sconfitta della sinistra, per la collocazione del Pd. Non lo è in virtù della tenuta decisiva che la Cgil ha avuto. Non lo è in virtù della disponibilità alla lotta che le lavoratrici e i lavoratori hanno dimostrato, aderendo il 12 dicembre allo sciopero generale della Cgil e dei sindacati di base. Diventa decisiva l’attivazione di una risposta forte nei luoghi di lavoro e nei territori. Una risposta adeguata alla gravità di quanto avvenuto, alla volontà di riscrivere le relazioni sindacali e i rapporti sociali contro la più grande organizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori, impoverire e dividere ulteriormente il mondo del lavoro, distruggere ruolo e autonomia del sindacato. Crediamo sia necessaria la costruzione di un nuovo sciopero generale. Crediamo sia obbligatorio il pronunciamento delle lavoratrici e dei lavoratori sull’accordo. Per parte nostra ci saremo. E’ in gioco il futuro dei diritti del lavoro e della democrazia. -
“Rifondazione comunista è stata e resta utile ai lavoratori”
Pubblicato il gennaio 26th, 2009 Nessun commentoIntervento del circolo di Rifondazione Comunista di Follonica di Follonica
Follonica: L’assemblea degli iscritti al circolo di Rifondazione comunista di Follonica si è riunita il 24 gennaio 2009, senza che finora alcun iscritto abbia espresso la volontà di seguire la scissione guidata da Vendola.In proposito l’assemblea ha approvato il seguente documento, con un voto contrario: Rifondazione comunista è stata e resta utile ai lavoratori.
“Prendiamo atto con tristezza della scissione guidata dal compagno Vendola, - affermano i membri di Rifondazione - ritenendo che per i compagni come lui sia assai forte il rischio di risultare politicamente irrilevanti.
Riconosciamo i gravi errori commessi dal partito nel passato durante il governo Prodi, in primis il voto per finanziare la guerra in Afghanistan, errori peraltro contrastati già a suo tempo dal nostro circolo. Il circolo ripropone oggi più che mai i valori del nostro partito, l’ispirazione di Genova 2001, la lotta per l’art. 18, l’antifascismo di sempre, e continua a fare riferimento ai contenuti e agli interlocutori sociali e di movimento.”
“Questa pratica dal basso e nel merito delle questioni - proseguono - ha consentito a Follonica di costruire fin dal 2006 l’esperienza concreta di unità rappresentata dal Cantiere per la sinistra con Pdci e indipendenti. Il Cantiere, non senza difficoltà, ha superato in avanti la disastrosa prova elettorale della Sinistra arcobaleno e oggi sta lavorando a una coalizione elettorale per vincere alle elezioni comunali in alternativa al berlusconismo comunque declinato, e quindi pure al Pd e alla coalizione centroverde follonichese.
La nostra coalizione si presenta invece sulla base di contenuti precisi (no inceneritore, ippodromo, no fanghi, rete del gas, Colonia, appalti…), e valori quali antifascismo, giustizia e solidarietà sociale, trasparenza, tutela dei beni comuni e dell’ambiente. Nei confronti di questo percorso non mancano segnali di interesse, tutti da verificare, da parte di altre forze.”
“In nome di tutto questo, - concludono - Rifondazione lancia a Follonica un appello forte a quanti condividono questo pensiero e questa pratica, affinché si iscrivano al nostro partito, per sostenerlo e migliorarlo.” -
Comunicato Stampa, in risposta alla CNA di Grosseto
Pubblicato il gennaio 26th, 2009 Nessun commento
Le dichiarazioni del presidente della CNA locale, Gabriele Fusini, come pure quelle della Legacoop a favore dell’inceneritore, che darebbe più lavoro e chiuderebbe il ciclo con risparmi per i cittadini ci lasciano increduli, perché abbiamo dati e bilanci che testimoniano il contrario(1). Avevamo anche letto che i Presidenti della CNA delle province venete di Treviso, dott. Alessandro Conte, e di Vittorio Veneto, dott. Giovanni Carter, avevano sostenuto l’11 maggio del 2007, in occasione di un convegno pubblico sul tema rifiuti, esattamente il contrario, invitando gli amministratori veneti a non bruciare più i rifiuti, ma a raccoglierli in maniera differenziata con il metodo Priula, del porta a porta a tariffa puntuale e premiante (1). In tal modo le aziende venete pagano meno e si dà più lavoro e reddito alle imprese e agli artigiani. Quelle CNA venete chiedevano questo impegno agli amministratori locali dopo aver sperimentato e messo a confronto per una decina di anni diverse gestioni concrete, già realizzate in quelle province. Inoltre da quelle parti non si discute più dei vantaggi che derivano ai cittadini serviti dal consorzio Priula, che pagano anche tre volte meno di quanto pagano le famiglie a Grosseto.
Perché la CNA di Grosseto compie scelte diverse? Perché la nostra provincia continua ad essere priva di impianti di trattamento e continua ad essere condizionata solo da poche imprese di trasporto, alle quali poco o nulla importa cosa si trasporta, e perché non si promuovono le lavorazioni di materie prime seconde presenti nei rifiuti, che in altre parti danno molto più lavoro e reddito?
Noi abbiamo proposto un confronto pubblico a partire dai dati di bilancio e dalle esperienze concrete, portando a Grosseto imprenditori concreti e citando sempre le nostre fonti di informazione. I sostenitori dell’incenerimento negano, rispondendo che è vero il contrario, evitando però di documentare le fonti delle loro informazioni e continuando a rifiutare il confronto pubblico, come se la ragione in democrazia si potesse avere ripetendo fino alla noia le solite affermazioni. Che abbiano imparato da qualche leader politico?Sezioni di Grosseto
Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi, Italia dei Valori.




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