Federazione di Grosseto
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  • La Segreteria del PRC: Stop ai Centri di espulsione!

    Pubblicato il marzo 3rd, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    cpt3A seguito delle conferme e smentite dei Parlamentari locali in quota al PD ed al PDL, relative ad una eventuale creazione di un “recinto” per immigrati clandestini, ci sono alcuni dati oggettivi che vanno considerati e che confermano la non idoneità del Ce.Mi.Vet. alla realizzazione della struttura.

    Oggi come oggi, al Centro Militare Veterinario di Grosseto, (che occupa circa 570 ettari di terreno e non 1000 come appreso dalla stampa), le uniche strutture libere sono solo ed esclusivamente scuderie a lettiera e quindi capannoni aperti alle intemperie. Esso è sì dotato di un reparto infermeria ma dedicato esclusivamente ai quadrupedi (cavalli e cani), struttura sicuramente all’avanguardia ma solo per scopi veterinari e non umani.

    Esiste una sala operatoria, una sala medicazione, una farmacia, ma non per gli esseri umani. Le infrastrutture già esistenti versano in un degrado al limite dell’agibilità, intrise di umidità e strutturalmente precarie. Il Centro Militare è dotato di strutture “ricettive” finalizzate all’accasermamento del personale volontario che già oggi risultano insufficienti per il numero di utenti che ne usufruiscono; sia per gli alloggi collettivi che per mensa, bagni, docce ecc… e gli alloggi a cui si fa riferimento ospitano personale civile e militare dipendente del Ministero della Difesa con le rispettive famiglie.

    Si pensa per caso a sfrattare queste numerose famiglie per fare spazio ad un Centro di accoglienza che assomiglia di più ad un campo di concentramento?

    Dalle notizie apprese dai giornali si fa anche riferimento ad una ottantina di dipendenti pagati dal Ministero della Difesa ma ciò non corrisponde al vero. Il totale dei dipendenti si attesta attorno alle 250 unità di cui solamente 50 civili che, a causa del blocco del turn over,  riescono a mantenere lo stesso livello qualitativo e quantitativo delle numerose attività a loro assegnate negli anni nonostante la drastica diminuzione di personale. A loro va il nostro sostegno e solidarietà in quanto lavoratori con elevata professionalità e dimostrata capacità.    Segue…

    Questo è lo stato dell’arte. Il Centro Militare Veterinario verrebbe cancellato e gli immobili ristrutturati per far posto a quello che giustamente Marras definisce un lager? Rifondazione Comunista si oppone energicamente per due ordini di motivi. Il Ce.Mi.Vet  ha un’altra funzione e un diverso destino, quello del Polo di eccellenza del cavallo italiano da Sella. Ma – soprattutto – un lager non è accettabile in Maremma né altrove! Un lager è un lager, sia che si chiami Centro di identificazione  ed espulsione (Cie, v. decreto Maroni), o Centro di permanenza temporanea (Cpt, v. leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini) e rappresenta un simbolo delle nuove leggi razziali berlusconiane.

    Una volta alzato il polverone i politici di destra corrono ai ripari smentendo questa notizia ed accusando gli avversari politici di aver inscenato una campagna di disinformazione.

    Faenzi e soci del centrodestra ripropongono le sceneggiate leghiste, già dispiegate per alimentare irragionevole allarme e incivile xenofobia contro i rifugiati richiedenti asilo, trasferiti ad opera del Ministro dell’interno Maroni (sic!) da Lampedusa al villaggio turistico “Il Veliero” di Follonica.

    Invece, a differenza anche dell’ondivago Pd, Rifondazione comunista ritiene che vadano chiusi tutti i Cie-Cpt, in Maremma come altrove. La questione va impostata, non già come affare di ordine  pubblico, bensì come materia di residenza e assistenza affidandola agli enti locali (e dotandoli delle risorse indispensabili!). Per sconfiggere le incipienti guerre fra poveri a vantaggio dei ricchi.

    Con la Cgil Rifondazione ritiene urgenti:

    1.      un provvedimento di regolarizzazione dei cittadini immigrati, che li  sottragga al ricatto dello sfruttamento e del lavoro irregolare, nonché dei caporali malavitosi italiani e stranieri (v. prostitute-schiave eccetera);

    2.      la sospensione delle norme della famigerata legge Bossi-Fini per due anni in caso di lavoratori stranieri licenziati per effetto della crisi, generata dai capitali(sti)-pirata.

    Il futuro dell’Italia, dell’Europa e dell’umanità risiede nella solidarietà fra i lavoratori di tutti i paesi, e nella civiltà del diritto. Peraltro, esso ha radici profonde nella lunghissima storia dell’emigrazione italiana: circa 30 milioni di italiani emigrati nei primi cento anni di storia unitaria!

    La Segreteria Provinciale del PRC

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