TAGLI ALLE FERROVIE IN TOSCANA: MENO POSTI DI LAVORO E IMPEGNI SULLA SICUREZZA. PRESENTATA INTERROGAZIONE DI SGHERRI IN CONSIGLIO REGIONALE
Pubblicato il luglio 24th, 2009
mzaccherotti
Proprio quando – a seguito della tragedia di Viareggio e dei numerosi altri incidenti avvenuti in Toscana – grida la necessità che le ferrovie massimizzino gli investimenti in sicurezza e qualità del servizio su strada ferrata, emerge che la dirigenza delle medesime trasferisce o ridimensiona servizi, attività e strutture presenti o previste a Firenze e in Toscana preposte a questi obbiettivi, provocando inoltre la perdita di centinaia di posti di lavoro. E’ necessario che la Regione compia ogni sforzo - promuovendo in prims attivando un tavolo istituzionale che coinvolga tutti gli attori interessati dalla vicenda - teso a scongiurare questo scenario. Così Monica Sgherri – Capogruppo di Rifondazione Comunista Sinistra Europea in Consiglio Regionale – in merito all’interrogazione riguardante le recenti scelte prese dalla dirigenza delle ferrovie dello Stato. Si tratta – prosegue Sgherri -, come denunciato anche dai sindacati di categoria, della perdita di centinaia di posti di lavoro, di conoscenze e professionalità d’eccellenza, di mettere sotto scacco il grande tema della sicurezza ferroviaria che dovrebbe essere ancor di più oggi una priorità assoluta; e farlo disconoscendo accordi già presi da parte della dirigenza di FS. Poi Sgherri entra nel dettaglio: il trasferimento della Direzione Acquisti e alcune attività dell’officina d’ingegneria della manutenzione ciclica del materiale rotabile, trasferite dalla sede di Viale Spartaco Lavagnini in Firenze, a Roma, del Centro Gestione e Circolazione Treni da Firenze a Bologna, del ridimensionamento delle officine di manutenzione di Pisa e Siena. Incertezza anche sul futuro del costituendo Centro Dinamico Sperimentale dell’Osmannoro (FI), attualmente in costruzione e che dovrebbe aprire la prossima primavera, il quale – già costato ottanta milioni di euro – non è chiaro ad oggi come e da chi verrà gestito. Opera questa ad alto impatto ambientale e altamente costoso in termini di mitigazione ambientale. Opera la cui motivazione di realizzazione – nonostante il forte impatto ambientale - risiedeva nell’innalzamento degli aspetti qualitativi in ambito ferroviario e nella salvaguardia dei posti di lavoro. A questo quadro vanno aggiunte scelte sbagliate e pericolose come trasferimento dell’attività di manutenzione, a seguito della procedura di acquisto dei treni in leasing, dalle officine di Trenitalia alle aziende proprietarie dei treni stessi, rispetto alle quali risulta con tutta evidenza una maggiore difficoltà di verifica dello stato e della qualità della manutenzione medesima, nonché il rischio – a fronte di una situazione generale di incertezza – di possibili future varianti urbanistiche che possano portare le aree interessate dalla realizzazione delle attività ferroviarie - messe in discussione dagli attuali indirizzi della dirigenza delle Ferrovie - ad avere altre destinazioni, assolutamente avulse dalle finalità iniziali e all’interesse collettivo. Una probabilità che deve essere scartata con chiarezza con una netta presa di posizione istituzionale. Di fronte a tutto questo la Regione dovrebbe promuovere con urgenza un tavolo istituzionale che coinvolga azienda, sindacati e istituzioni interessate, affinché quanto sta avvenendo venga fermato e quanto ipotizzato non si realizzi. Lo chiede la sicurezza dei cittadini, la tenuta occupazionale e il futuro di un servizio ferroviario fiorentino e regionale degno di questo nome.
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