Federazione di Grosseto
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  • MOZIONE PER IL RITIRO DELLA DELIBERA ATO SUI 40 EURO: MERCOLEDI SI DISCUTE IN PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE

    Pubblicato il settembre 7th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    acquadollaroMercoledì prossimo verrà discussa in I commissione consiliare la mozione presentata da Rifondazione Comunista per il ritiro della delibera n°5 ATO 6 con la quale si affioppavano gli ormai 40 euro come deposito cauzionale agli utenti che non domiciliano tramite conto corrente bancario il pagamento delle bollette, motivando tale atto con l’intenzione di tamponare il rischio di eventuali mancati pagamenti.

    Rifondazione Comunista, che qualche setimana fa presentò la mozione per il ritiro della delibera commenta i recenti sviluppi rispetto alla situazione.

    Cresce il numero dei partiti e dei movimenti politici che, contestando l’iniquo e illegittimo balzello di 40 euro, voluto il 6 marzo scorso dal Fiora Spa con Delib n°5 dell’ATO,  di fatto stanno prendendo posizione contro le scelte liberiste e parassitarie introdotte con la legge Galli del ’94, che ha  avviato la gestione privata e di fatto monopolistica del bene Acqua.

    Molti si stanno accorgendo che una società di gestione a carattere privatistico (appunto una Spa), dove l’azionista di maggioranza relativa è un privato, compie scelte che raramente sono coincidenti con l’interesse collettivo. Ci auguriamo che cresca questa consapevolezza tra i cittadini e che i partiti siano coerenti, come non lo sono stati nei recenti governi, anche quando arriveranno nelle sedi legislative le proposte di legge di ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, a cui abbiamo dato il nostro contributo.

    Oggi verifichiamo che i partiti, che finora sostenevano che l’interesse pubblico fosse garantito dalla assemblea dei soli sindaci soci nell’ATO, stanno constatando che, senza la partecipazione alle scelte dei consigli comunali, dei cittadini e delle assemblee elettive, si compiono errori.

    Pochi cittadini sanno che agli investimenti del soggetto privato sono garantite quote di ammortamento, comprensive di interessi annui, del 7% netto, a rischio zero. Questo meccanismo fa lievitare le tariffe a carico degli utenti sopra

    ogni limite sopportabile, oltre che favorire scelte impiantistiche a danno della collettività, come la negazione del recupero delle perdite dell’acquedotto, che superano il 45% dell’acqua immessa.

    Quindi bisogna chiedere la modifica della legge per favorire la partecipazione dei cittadini e per ottenere dalla fiscalità generale gli investimenti necessari alla manutenzione delle reti, che mai sarebbero state realizzate da un soggetto privato e senza l’interesse collettivo di lungo periodo.

    Quindi ci adopereremo per costruire un consenso alle iniziative che, partendo dal rifiuto delle 40 euro di deposito cauzionale, vada nella direzione delle   ripubblicizzazione del bene Acqua.

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