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FERRERO: DALLA CRISI SI ESCE CON UNA VERA CONVERSIONE DELL’ECONOMIA
Pubblicato il marzo 11th, 2010 Nessun commento
Grosseto conta più di 1600 unità lavorative cassaintegrate e 60 famiglie che rischiano di perdere la casa per morosità incolpevoleAl Cinema Stella, ieri sera con Paolo Ferrero, è brillata veramente una “stella”:quella di un popolo unito per dire stop ad un sistema economico e sociale che distrugge le fondamenta della democrazia e della libertà. L’iniziativa, coordinata da Salvatore Allocca, è cominciata verso le 21:30 con l’arrivo di Paolo Ferrero Segretario Nazionale di Rifondazine Comunista e Portavoce della Federazione della Sinistra.
Ad aprire il dibattito nella sala gremita di persone, è stata Monica Sgherri, consigliera regionale uscente del PRC e candidata per le regionali 2010, introducendo un discorso sulla crisi economica in Toscana e le vie d’uscita dalla crisi. Molte le proposte, tra cui quella di una Toscana improntata sulle energie rinnovabili, la ricerca nelle università e sulla tutela del lavoro a cominciare dalla piccole e medie imprese, fino alle cooperative di giovani. Il dibattito è proseguito con gli interventi dei candidati al listino provinciale come Marco Bianchi e Maurizio Zaccherotti, attuale consigliere comunale del PRC a Grosseto, che ha fornito alcune cifre importanti rispetto al tasso di disoccupazione in Italia, salito all’8,6% e che solo a Grosseto conta più di 1600 unità lavorative cassaintegrate che sommate ai giovani inoccupati creano uno scenario locale veramente inquietante. Ma la crisi locale che colpisce il mondo del lavoro, inevitabilmente colpisce anche l’economia familiare che entra in crisi. A Grosseto per il 2010 sono previsti 60 sfratti per morosità incolpevole. Una situazione grave che può essere risolta solo con una corretta politica della casa attraverso l’implementazione nel regolamento urbanistico del numero di alloggi popolari e attraverso una verifica precisa del patrimonio comunale disponibile da adibire a strutture ricettive per i casi di povertà estrema. Un’azione che può essere realizzata anche a livello regionale attraverso fondi anticrisi da destinare all’edilizia pubblica residenziale e alle politiche sociali.
Le conclusioni della discussione sono spettate a Paolo Ferrero che ha richiamato due temi importanti. Il primo attinente alla democrazia, oggi rimessa in discussione nella vicenda delle liste con il tentativo di salvare in ogni modo il centro-destra attraverso una sanatoria, ed il secondo quello sul lavoro e in particolare sulla manomissione dell’articolo 18 che condanna la nostra società alla precarietà a vita. Come si esce dalla crisi e dall’emergenza democrazia? Ferrero spiega: attraverso un nuovo modello di sviluppo che punta alla minor produzione, alla ridistribuzione del reddito e alla tutela dei lavoratori. L’economia riparte se il cittadino ha potere d’acquisto e se lavoro e stipendio sono garantiti.
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