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PRIVATIZZAZIONE ACQUA: ADESSO PAGHIAMO IL 68% DI PIÙ MENTRE L’INFLAZIONE HA GALOPPATO MOLTO MENO (22%)
Pubblicato il aprile 2nd, 2010 3 commenti
Da quando è iniziato il processo di privatizzazione, l’acqua costa il 68% di più mentre l’inflazione ha galoppato molto meno (22%). L’occupazione nel settore è calata del 30% e gli sprechi sono cresciuti del 20. E se prima venivano investiti 2 miliardi l’anno nello sviluppo delle reti, adesso non si spendono più di 700 milioni di euro. Chi l’ha detto che le privatizzazioni erano un vantaggio per tutti? «Dopo l’intossicazione ideologica su “privato è bello”, oggi chi privatizza nega di farlo», dice Marco Bersani, volto di Attac e del Forum italiano dei movimenti per l’acqua subito dopo aver consegnato al Palazzaccio i tre quesiti referendari per abolire le norme che privatizzano il bene comune per eccellenza. Uno che nega è certamente il ministro Ronchi, autore della legge 166 che stabilisce l’affidamento a privati come modalità ordinaria di gestione del servizio idrico, dei 64 sui 92 Ato (Ambiti territoriali ottimali) che hanno affidato la gestione a società a totale capitale pubblico. Ronchi, il governo, vogliono che entro dicembre 2011 diventino società miste con almeno il 40% di capitale privato. Però lui dice che no, che non vuole privatizzare, giura sulla testa di suo figlio e al Gr2 dà del bugiardo ai promotori e ai 200mila che hanno manifestato a Roma sabato 20 marzo per l’acqua bene comune, 200mila bugiardi, proprio così. «Scelga lui ora e luogo, lo sfidiamo a un faccia a faccia», ribatte il tavolo referendario dalla sala del sindacato cronisti da cui è stata presentata la campagna che, non a caso, verrà avviata a ridosso del 25 aprile in tutta Italia: «La Liberazione ricominci dall’acqua», continua Bersani. Al tavolo dei presentatori anche il missionario comboniano Zanotelli, due giuristi emeriti, Rodotà e Ferrara. In platea, tra i cronisti e gli attivisti della vastissima coalizione anche Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della sinistra, Niki Vendola, governatore della Puglia,Rosario Trefiletti, leader consumerista, Ciro Pesacane del Forum ambientalista e il presidente nazionale dell’Arci, Paolo Beni. Settanta associazioni nazionali, mille comitati territoriali: il “popolo dell’acqua” è già di per sé un evento ed è stato capace di attrarre settori del mondo cristiano, tutto l’ambientalismo, la stampa non allineata (e Liberazione è tra i promotori dei referendum), il sindacato di base e la Cgil, 300 comuni che hanno modificato lo statuto per dichiarare privo di rilevanza il bene acqua, più i partiti (dal Prc a sinistra critica passando per verdi e Sel). Una coalizione così ampia non s’era mai vista e questo fa sperare Ferrero in una promavera referendaria dell’opposizione». Se solo ci fossero Pd e Idv contro quella che Gianni Ferrara definisce la forma più ignobile di appropriazione. La civiltà, le forme di governo, infatti sono nate proprio attorno alla necessità di governare i fiumi. Tre quesiti, dunque, anziché uno solo. Lo spiega Rodotà: uno serve a fermare la privatizzazione, un altro ad aprire la strada della ripubblicizzazione, il terzo a eliminare la possibilità che si realizzino profitti dalla bolletta dell’acqua. Per tutto ciò c’è da abrogare una legge del governo Berlusconi e due del governo Prodi che spianavano la strada alle Spa e alla loro necessità di remunerazione del capitale investito. E, mentre il centrosinistra spianava la strada alla mercificazione dell’acqua, si guardava bene dall’aprire i cassetti dove giaceva la legge di iniziativa popolare firmata da 400mila persone.
Ora, «la fantasia referendaria può rimettere in gioco la politica», avverte Stefano Rodotà, rimettendo in discussione la «tendenza sciagurata a privatizzare un bene non monetizzabile». Queste ultime sono parole di Vendola che rincara la dose: «Privatizzare è un delitto, è un meccanismo blasfemo». Dalla sua l’esempio dell’Acquedotto pugliese, il più grande d’Europa, in cui un privato non avrebbe alcun interesse a spendere per completare la rete fognaria o implementare il sistema di analisi.
D’altronde, i numeri in apertura di articolo segnalano come questa sia una battaglia di valori e di razionalità. Una battaglia che parlerebbe all’Unione europea, ricorda Zanotelli: «Se oggi abbiamo 50 milioni di morti per fame non è perché manchi il cibo ma perché non se lo possono permettere. Così, per lo stesso motivo, domani avremmo 100 milioni di morti di sete». In Bolivia si prova a privatizzare perfino le nuvole (è proibito raccogliere l’acqua con le bacinelle) ma a Parigi, il sindaco Delanoe ha varato un processo di ripubblicizzazione che inverte un processo innescato nel 1984 dal suo predecessore Chirac. “Privato è bello” non incanta più nemmeno i riformisti. «La Federazione della sinistra sarà in prima linea con tutte le sue strutture», assicura Maria Campese, responsabile Beni comuni del Prc. Sinistra critica auspica una campagna che parli ai lavoratori colpiti dalle privatizzazioni e al mondo della scuola che, grazie a Gelmini, rischia di diventare una Spa come un’altra. L’Arci ne parlerà già al prossimo e imminente congresso nazionale, assicura Paolo Beni. Luca Martinelli, della rivista Altreconomia, denuncia il paradosso della stampa mainstream tutta presa a diffondere la vulgata che «l’acqua resta pubblica, “solo” la gestione diventa privata». E’ la bugia di Ronchi. La primavera referendaria costruirà un nuovo immaginario.3 risposte a “PRIVATIZZAZIONE ACQUA: ADESSO PAGHIAMO IL 68% DI PIÙ MENTRE L’INFLAZIONE HA GALOPPATO MOLTO MENO (22%)”
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ilario germinario aprile 9th, 2010 alle 18:31
l’ IDV rompe il fronte del NO all acqua privata
e presenta suoi referendum e sua campagna raccolta firme !Un po’ di strumentalizzazione? diamo una risposta degna di loro
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…per chi l’ha visto e per chi non c’era, e per chi quel giorno lì inseguiva un’altra chimera…
I FATTI
(tutto quello che avreste voluto sapere su il referendum e l’IdV e non avete mai osato chiedere)
19 novembre 2009 : il Governo mette la fiducia e approva, fra l’indignazione generale, l’art. 15.
22 novembre 2009 : Antonio Di Pietro sui mass media annuncia il referendum.
Giorni seguenti :Angelo Bonelli della Federazione dei Verdi e Rosario Trefiletti della Federconsumatori annunciano il referendum sui mass media.
Dicembre 2009 : il Forum italiano dei movimenti per l’acqua incontra le diverse realtà che hanno annunciato l’intenzione di procedere a referendum, proponendo loro un incontro comune tra tutti i soggetti potenzialmente interessati per l’11 gennaio 2010. Sì da Federazione dei Verdi e da Federconsumatori. L’Italia dei Valori –nelle persone di Leoluca Orlando e Domenico Scilipoti- nicchia e ritarda l’incontro.
19 dicembre 2009 : L’Italia dei Valori deposita il quesito sull’acqua. I movimenti ne sono informati dalle agenzie di stampa.
22 dicembre 2009 : dopo telefonate ripetute e senza via di scampo, l’Italia dei Valori incontra il Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Leoluca Orlando dice che il deposito del quesito era solo un atto politico di chiusura del lavoro di opposizione parlamentare portata avanti nel mese di novembre contro l’art. 15 e che in nessun caso l’IdV intende fare fughe in avanti o mettere il cappello sull’iniziativa dei movimenti. Dice che parteciperanno senz’altro all’incontro dell’11 gennaio.
9 gennaio 2010 : riunione a Napoli del Coordinamento nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Si decide che la strada referendaria è praticabile ad alcune condizioni : tre quesiti per aprire la strada alla ripubblicizzazione dell’acqua; distinzione fra comitato promotore (reti associative) e comitato di sostegno (partiti) e inizio raccolta firme dopo le elezioni regionali
11 gennaio 2010 : prima riunione del costituendo Comitato Promotore del referendum. Per l’Italia dei Valori partecipa Leoluca Orlando. Ribadisce che il quesito depositato verrà “congelato” e rispetto alle tre proposte del Forum italiano dei movimenti per l’acqua si pronuncia favorevolmente. Il tutto viene riportato nel report della riunione e mai smentito.
26 gennaio 2010 : seconda riunione del costituendo Comitato Promotore del referendum. Per l’IdV partecipano Leoluca Orlando e Domenico Scilipoti, che ribadiscono il consenso all’impianto complessivo del percorso referendario. Il tutto viene riportato nel report della riunione e mai smentito.
30 gennaio 2010 : riunione a Roma del Coordinamento nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Si conferma il percorso intrapreso.
Inizio febbraio 2010 : circolano voci sulle intenzioni dell’IdV di procedere autonomamente.
5 febbraio 2010 : in occasione del Congresso nazionale dell’Italia dei Valori, il responsabile Ambiente del partito, Paolo Brutti, prende contatti informali con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua (Corrado Oddi, Vittorio Lovera, Paolo Carsetti e Marco Bersani) per dire che rispetto al referendum c’è un problema, legato al fatto che l’IdV vuole stare a pieno titolo nel Comitato promotore. Dice anche che chi ha partecipato alle riunioni – Leoluca Orlando - ha negato di aver dato il consenso alle proposte del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Da quel momento l’Italia dei Valori non partecipa più alle riunioni del Comitato promotore, in attesa di un incontro chiarificatore.
Febbraio 2010 : si attivano tutti i contatti possibili (Scilipoti, Orlando, De Magistris) perché si arrivi all’incontro con l’Italia dei Valori, ovvero in buona sostanza con Antonio Di Pietro, visto che tutti gli interlocutori sinora avuti dichiarano espressamente che la decisione è solo nelle sue mani.
Nel frattempo, il processo referendario prosegue costruendo introno ai tre quesiti referendari proposti dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua la più grande coalizione sociale degli ultimi anni. Tale allargamento costante si rende possibile, proprio a condizione del fatto che sia rispettata la distinzione tra soggetti proponenti (realtà associative) e soggetti sostenitori (partiti).
L’incontro inizialmente ipotizzato per il 25 febbraio, viene poi fissato per il 4 marzo e spostato dall’IdV al 12 marzo.
12 marzo 2010 : una delegazione di 35 persone del Comitato promotore incontra l’Italia dei Valori, nelle persone di Luigi De Magistris, Paolo Brutti e Antonio Di Pietro. L’incontro, che verrà da tutte e tutti ricordato per l’esibizione di arroganza da parte di Antonio Di Pietro, si conclude con un nulla di fatto.Di Pietro apre il suo intervento dicendo che i tre quesiti del Forum vanno bene ma che è loro intenzione procedere separatamente poiché non accettano la distinzione fra reti associative e forze politiche proposta dal Comitato promotore. Annuncia un pacchetto di referendum, rispetto ai quali l’IdV procederà per conto proprio. In finale di riunione, Luigi De Magistris e Paolo Brutti –Di Pietro era già in altre faccende affaccendato- chiedono alcuni giorni di tempo per rifletterci sopra e propongono di rivedersi per l’inizio della settimana successiva.
12 marzo 2010 : la riunione del Comitato promotore designa Marco Bersani, Paolo Carsetti e Paolo Beni come delegazione per il successivo incontro.
17 marzo 2010 : Paolo Brutti telefona a Marco Bersani dicendo che, per motivi legati agli impegni di campagna elettorale, non sarà possibile organizzare l’incontro previsto, ma che l’Italia dei Valori ha deciso di astenersi dal procedere nella presentazione di un quesito autonomo. Dice che va bene che il Comitato promotore proceda al deposito dei tre quesiti e propone di rivedersi a campagna iniziata per stabilire forme e modi della collaborazione reciproca.
18 marzo 2010 : poiché una riunione collettiva non può essere sostituita da una telefonata individuale, Paolo Carsetti, Paolo Beni e Corrado Oddi fanno una telefonata in viva voce a Paolo Brutti, che ribadisce le cose precedentemente dette. Viene rinnovato l’invito allo stesso per un incontro e per una conseguente dichiarazione scritta.
19-28 marzo 2010 : tutto tace sommerso dalle elezioni.
29 marzo 2010 : Antonio Di Pietro a “Porta a porta” annuncia intenzione di depositare quesiti referendari entro metà aprile e di iniziare la raccolta di firme il 1 maggio.
31 marzo 2010 : il Comitato promotore deposita i tre quesiti referendari, lancia la campagna con conferenza stampa, stabilisce l’avvio della campagna raccolta firme per il 24 aprile e chiede incontro formale all’IdV.
Inizio aprile 2010 : proseguono tutti i contatti possibili con Leoluca Orlando (irreperibile), Luigi De Magistris e Paolo Brutti per tentare di scongiurare l’iniziativa autonoma dell’IdV.
Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua attua una incisiva email-bombing su tutti i parlamentari e gli eurodeputati dell’IdV. Nessuna risposta alla richiesta di incontro.7 aprile 2010 : Escono prese di posizione di Luigi De Magistris e di Sonia Alfano affinché si arrivi ad un accordo unitario. Dentro i comitati territoriali si registra l’imbarazzo degli attivisti dell’IdV che, totalmente all’oscuro delle decisioni maturate ai vertici del partito, non capiscono perché l’IdV voglia procedere in questo modo.
7 aprile 2010 : Di Pietro scrive al Forum italiano dei movimenti per l’acqua, annunciando il deposito del suo quesito e producendosi in una serie logica di passaggi del tipo : vado da solo perché non mi avete voluto, anzi, vado da solo perché non sono d’accordo con voi, anzi vado da solo perché i vostri quesiti sono giuridicamente sbagliati, ma comunque sono con voi (che non mi volete, che scrivete quesiti che non condivido, che scrivete quesiti giuridicamente sbagliati) e raccoglierò le firme anche per voi. Saremo noi e voi separati ma insieme, quanto ad incontrarvi non ho nessuna intenzione di farlo (?!?)
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COMITATO REFERENDARIO ACQUA PUBBLICA DELLA PROVINCIA DI GROSSETO E DELL’AMIATA
Secondo Incontro del 19 aprile 2010 alle ore 21,00 a Grosseto presso la Sala della Parrocchia del Cottolengo in via Scansanese,67 a Grosseto
Odg :1. Lettura ed approvazione Verbale seduta costituente del 12 Aprile
2. Nomina Verbalizzatore incontro
3. Comunicazioni varie
4. Comunicazione sulle proposte dei Portavoce del Comitato suggerite allo stesso dalle varie zone - Discussione sulle proposte - Approvazione delle proposte e loro designazione.
5. Comunicazione sulle proposte del Responsabile Organizzativo e Tesoriere del Comitato suggerite allo stesso dalle varie zone - Discussione sulle proposte - Approvazione e designazione.
6. Comunicazione sulle proposte dell’Addetto Stampa del Comitato suggerite allo stesso dalle varie zone - Discussione sulle proposte - Approvazione designazione.
7. Proposta organizzativa e promozionale dell’evento del 24 aprile
8. Comunicazione dei luoghi di raccolta firme nelle varie città e realtà a partire dal giorno 25 Aprile
9. Informativa sugli Autenticatori che si sono dichiarati disponibili nelle varie realtà
10. Esame delle varie ed eventuali.Invito a prendere visione e conoscenza del Vademecum scaricabile dal Sito Nazionale del Forum dei Comitati dell’Acqua.
Invito ad inoltrare (entro e non oltre la giornata di domenica 18 ) i suggerimenti di cui ai punti 4-5 e 6.
Infine sono ben accettati tutti i suggerimenti e quanto altro possa migliorare il lavoro che abbiamo da compiere .( in tal senso, ho già da ringraziare Giovanni Ballato)Maurizio Chielli, Referente Provvisorio indicato dal Forum Toscano dei
Movimenti per l’Acqua
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