Farmacie Grosseto: importantissimo ruolo sociale!

12 Novembre 2008

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Le segreterie comunali di Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani dicono no ad ogni ipotesi di privatizzazione delle farmacie comunali, anzi rilanciano per un loro ruolo sociale che consentirebbe al Comune di Grosseto di mantenerle in mano pubblica, dopo aver riacquistato il 49 per cento del pacchetto azionario in mano a Codifarma. Il progetto di ricomprare tutte le azioni della società Farmacie comunali riunite è stato esplicitato più volte dagli amministratori del centrosinistra e il sindaco stesso aveva parlato anche della possibilità, per il Comune di mettere in piedi un’altra farmacia.
Sarebbe la sesta, in una delle zone più nuove e meno servite della città, spostando lì il servizio 24 ore su 24 svolto attualmente dalla struttura di via dei Mille. Dopodiché il Comune avrebbe anche potuto rivendere le singole farmacie - o tutte quante insieme - tenendo solo l’ultima nata. Evidentemente, però, nel Partito Democratico non tutti sono convinti di questo disegno e c’è chi spinge perché il Comune smetta prima possibile di fare il farmacista. I tre partiti della sinistra, dunque, hanno precisato non solo di essere favorevoli alla riacquisizione dell’intero pacchetto azionario della Fcr, ma anche di avere in mente un progetto alternativo, per il futuro della rete delle farmacie comunali, un futuro che è quello di un ruolo sociale della farmacie comunali che dovrebbero «occupare una posizione centrale nel sistema di difesa della salute pubblica, come presidio professionale attivo e diffuso sul territorio comunale».
Non lo scrivono, ma sono anche convinti che la rete delle farmacie comunali del capoluogo potrebbe utilmente allargarsi a comprendere tutte le farmacie comunali presenti sul territorio provinciale, se non altro per fare “massa critica” nella fase dell’acquisto dei farmaci e spuntare prezzi migliori. Ma anche in vista di una trasformazione delle farmacie comunali «da semplice centro di vendita del farmaco a centro polifunzionale di servizi, parte integrante del sistema di assistenza sanitaria pubblica», una rete provinciale viene vista come una possibilità in più.
D’altra parte, questo tipo di trasformazione - scrivono Prc, Verdi e Pdci - è in atto e «tale processo deve rafforzarsi, specie in un periodo storico che vede ridursi sul territorio i punti di primo soccorso».
Così Prc, Verdi e Pdci ridisegnano il ruolo sociale delle farmacie comunali: fare educazione sanitaria ad un uso limitato e accorto del farmaco da banco, orientando i cittadini italiani ed immigrati verso un uso corretto dei farmaci; svolgere un servizio di farmacovigilanza per segnalare in modo efficace, al sistema di controllo nazionale, i tanti casi, che spesso sfuggono alla verifica del medico di base, di reazioni individuali avverse ai farmaci usati e al loro dosaggio; effettuare un servizio permanente sul territorio con le aperture delle farmacie 24 ore su 24, con i servizi di prima assistenza; fare servizio domiciliare di fornitura di farmaci e di vigilanza sul territorio verso categorie disagiate con possibili fusioni con cooperative che svolgono servizi sociali; agire come calmiere per i prezzi dei medicinali.
Pdci, Verdi e Rifondazione guardano ai futuri sviluppi del sistema socio sanitario, alle funzioni del Coeso, alla nascita della società della salute e inseriscono anche la società delle farmacie in questo processo. «Il consolidamento degli utili di bilancio rimane un obiettivo necessario per destinare risorse al potenziamento del ruolo sociale delle farmacie comunali». Insomma, se le farmacie si fondessero con il Coeso, o se entrassero nella società della salute, potrebbero reinvestire i proprio utili proprio sulle funzioni sociali.

Danger: la riforma colpisce anche le Università!

28 Ottobre 2008

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I principali punti del DL 112 sono:

riduzione dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) del 20% entro i
prossimi cinque anni: 1,5 miliardi di euro in meno alle università
italiane, 116 milioni di euro in meno solo alla Sapienza;
tagli al personale docente e amministrativo di circa il 50% in cinque
anni: nei prossimi due anni l’università potrà assumere una persona
ogni cinque persone pensionate, e dal 2012 una ogni due persone
pensionate;
possibilità per le università italiane di diventare fondazioni
private: se i tagli all’FFO risulteranno incolmabili, gli atenei
saranno costretti a trovare aziende private non solo che le finanzino,
ma che entrino anche nella loro gestione amministrativa.
UN ALTRA INIZIATIVA  CHE SI POTREBBE FARE E’ QUELLA DEL 7 NOVEMBRE
,FACENDO UNA MANIFESTAZIONE STUDENTESCA A LIVELLO PROVINCIALE  A
GROSSETO,DOVE INSEGNANTI ,PRECARI E STUDENTI  SCEDANO IN PIAZZA DANTE
,IN PREPARAZIONE DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 14
.http://www.ateneinrivolta.org/content/appello-dalla-sapienza-7-novembre-mobilitazione-con-cortei-locali-il-14-lo-sciopero-nazional.
POSSIAMO INSIEME ORGANIZZARE IL TUTTO PER IL 7 SIA RC E SC ECC..
PER INFO
www.collettivi.net
www.ateneinrivolta.org
www.uniriot.org

27 Ottobre 2008

RIFONDAZIONE SCENDE IN PIAZZA PER CONTRASTARE LA POLITICA XENOFOBA E REPRESSIVA DELLE DESTRE

E DELLA LEGA NORD 

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Sabato 25 ottobre, il PRC ha organizzato una gioranta in piazza Gioberti (davanti al Bastiani) con un banchetto per raccogliere le firme contro il Lodo Alfano, informare le persone sulla drammatica realtà della riforma Gelmini e sensibilizzarle sull’importanza dell’integrazione razziale e sul diritto alla professione del culto religioso, sancito dalla nostra Costituzione e da Quella Europea.

L’inziativa ha avuto un ottimo successo confermato anche dal numero di firme raccolte e dalla partecipazione delle persone che hanno visitato la postazione.

Rifondazione Comunista esce in Piazza, tra le persone, per dire la verità sui fatti che stanno accadendo e contrastare le politiche xenofobe e nazionaliste avviate dalle destre e dalla Lega Nord.

* Vi allego al messaggio il doc. con l’ordine del giorno per il prossimo C.C. che è stato presentato tre giorni fa in Comune a Grosseto dal PRC.

ordine-del-giorno.doc

Siamo convinti che sia importante che il Comune di Grosseto affronti il tema della riforma scolastica e prenda provvedimenti urgenti.

OGGI E’ COMINCIATA INOLTRE LA DISTRIBUZIONE DEI VOLANTINI DI APPROFONDIMENTO SUL TEMA SCUOLA, RAZZISMO E CARO VITA.

HASTA SIEMPRE!!

Maurizio Zaccherotti

Segreteria Provinciale PRC Grosseto

Pavia: Denuncie fasciste ed intimidazioni poliziesche

14 Ottobre 2008

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La deriva autoritaria che imperversa nel nostro paese è un dato
tangibile che possiamo verificare quotidianamente: denunci i
disservizi di Trenitalia? Sei licenziato!

Sei un bambino di etnia rom?Ti prendiamo le impronte digitali!

Sei comunista? Ti schediamo!

No, quest’ultimo non è uno scherzo e nemmeno una rievocazione
propagandistica delle pratiche coercitive del ventennio fascista:
Alessandro Savoldi, militante dei giovani comunisti e membro del
collegio di garanzia provinciale del PRC pavese è stato schedato
sabato 4 ottobre presso i locali della questura. Ma facciamo un passo
indietro e ripercorriamo tutti i momenti di questa allarmante vicenda.
Giovedì 2 ottobre.

Alessandro riceve una telefonata dall’ispettore Manzi della Digos di
Pavia che lo avverte che il sabato seguente alle ore 10.00 si deve
recare in questura per essere ascoltato su questioni di giustizia.
Arriva il fatidico giorno e Alessandro viene ricevuto dall’ispettore
Michele Boccardo, quest’ultimo gli comunica che il tribunale di Roma
ha dato mandato alla Digos di Pavia di aprire un’indagine in merito ad
una denuncia per diffamazione inoltrata dal segretario nazionale di
Forza Nuova Roberto Fiore, per un articolo scritto da Savoldi e
pubblicato sul sito www.giovanicomunistipavia.org.

Una volta accertata la paternità dell’articolo Alessandro diventa
ufficialmente indagato, si compilano i verbali e quando l’incontro
sembra volgere al termine l’ispettore gli comunica che bisogna
procedere all’identificazione.

La richiesta sembra subito ambigua, infatti, l’identificazione era già
avvenuta attraverso la consegna della patente di guida (come risulta
dagli stessi verbali) e dalla dichiarazione di residenza e domicilio.
Nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo ed il compagno si
trova sbattuto all’anti-crimine nell’ufficio della scientifica. I
poliziotti procedono all’insolita “identificazione” che si trasforma
in una vera e propria schedatura politica, prima gli vengono fatte le
foto segnaletiche e poi gli vengono prese le impronte digitali come se
avessero a che fare con un criminale.

Alessandro chiede spiegazioni, i poliziotti bofonchiano e dicono che
si tratta di una normale procedura.  Questa spiegazione non regge:
altri compagni di Pavia sono stati denunciati da Roberto Fiore per
diffamazione (tra cui il segretario provinciale del PRC Giuseppe Abbà
e quello cittadino Pablo Genova) e a nessuno e stato riservato un
simile trattamento.

Ci preme segnalare che Alessandro è incensurato e che la sua fedina
penale è più bianca del latte..il suo reato? Quello di essere un
militante comunista, di aver sempre difeso gli oppressi e gli
sfruttati, di essersi schierato dalla parte dei rom della SNIA quando
ondata razzista e xenofoba si era abbattuta sulla provincia pavese lo
scorso anno, di essere da anni in prima linea nel movimento
studentesco pavese. Quello della questura è stata un atto indegno,
sproporzionato e intimidatorio che non può passare sotto silenzio, la
gravità di questo gesto conferma la deriva autoritaria e repressiva
dei tempi che corrono (all’indietro!)

Ancora una volta è il momento di riflettere, capire e agire perché
quello che è successo a Pavia non capiti mai più.

Sulla moschea e sulle manganellate della destra

13 Ottobre 2008
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Intervento del Consigliere Comunale Prc Maurizio Zaccherotti sulle polemiche sollevate negli ultimi giorni ienernti il caso moschea

Grosseto: “La vicenda della moschea a Grosseto – afferma Maurizio Zaccherotti - ha raccolto molta attenzione tra la cittadinanza.

Un tema scottante che se non trattato correttamente potrebbe creare confusione nell’opinione pubblica.

Leggiamo con stupore le affermazioni di un rappresentate della Destra il quale afferma che: “i luoghi di culto islamico non sono i benvenuti in Italia almeno fino a quando non ci sarà parità di scambio religioso e culturale con apertura di chiese cattoliche nei paesi islamici”.

Ma come si può affermare tutto ciò? Questo denota una vera e propria mancanza di conoscenza rispetto alla realtà Mediorientale, in quanto si tende a semplificare che Medio Oriente uguale terra di musulmani, integralisti e intolleranti.”

“Basterebbe fare un viaggio di pochi giorni in quelle terre – prosegue Zaccherotti - per rendersi conto del contrario, o più semplicemente leggere il libro del giornalista Giuseppe Caffulli, Fratelli dimenticati - Viaggio tra i cristiani del Medio Oriente, che offre delle chiavi di conoscenza di una realtà in cui vivono milioni di cristiani come le terre di Israele, Egitto, Siria e Penisola Arabica in generale.

Lo stesso monsignor Giovanni Bernardo Gremoli, per quasi trent’anni vicario apostolico d’Arabia, paese in cui esistono circa una dozzina di chiese, afferma rispetto al tema della reciprocità, che “è sbagliato il risentimento contro i paesi Arabi, anche perché, molti paesi musulmani permettono la costruzione di chiese e di altri luoghi di culto. Tutti hanno il diritto di avere luoghi di preghiera”.

E’ ovvio che dobbiamo essere realisti e tener presente che vi sono paesi mussulmani in cui le autorità sono pressate dalle frange più fanatiche e perciò sono costretti a impedire la costruzione di luoghi di culto diversi da quelli islamici.

Mettersi sullo stesso piano di questi paesi significa però dimostrarsi agli occhi del mondo come un paese fanatico e fondamentalista, chiuso in se e inadatto a far parte dell’Unione Europea.

Nella sola penisola Araba, dati risalenti al 2007, indicano che sono almeno 3 milioni i cristiani presenti, la maggior parte provenienti da 93 nazioni diverse tra cui India e Fillipine, ma non mancano anche gli europei.

Pur registrando degli atti di intolleranza in Arabia Saudita, negli altri stati arabi vi è una forte integrazione e rispetto: la Giordania, la Sira, la Turchia e tanti altri stati ne sono testimonianza.”

“Tutto questo – conclude infine - per definire gli interventi degli esponenti della destra maremmana fino ad ora apparsi sui quotidiani locali, veramente fuori luogo e carichi di demagogia, frutto di una campagna politica mirata a creare divisioni, differenze e ad esaltare sentimenti nazionalisti, completamente incoerenti con le politiche attivate dall’Unione Europea.”

Manifestazione riuscita alla grande! 500 mila in piazza!

12 Ottobre 2008

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Una bellissima manifestazione sotto un sole di ottobre caldo e nitido con tante bandiere rosse e giovani che rivendicavano il diritto alla scuola pubblica, al lavoro e alla giustizia.

Questa la manisfestazione di ieri che ha portato a Roma circa 500 mila persone provenienti da tutta Italia per dire NO alla politica di Berlusconi & Co.

Una politica aziendale con l’obiettivo dei tagli al personale e la riduzione delle pause culturali. “C’è da produrre!! …ma cosa??” in una situazione come quella attuale dove il neoliberismo e capitalismo hanno fallito la sinistra si organizza e scende in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi importanti della società civile.

La federazione provinciale del PRC di Grosseto c’era ed ha sfilato orgogliosamente insieme a tanti altri compagni della Sinistra Democratica, della Sinistra Critica, dei Comunisti Italiani, Verdi, PCL, ecc.

Hasta siempre!

Maurizio Zaccherotti

scuola e università in piazza: comincia la rivoluzione!

10 Ottobre 2008

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Roma, 10 ott. (Adnkronos/Ign) - Oggi studenti in piazza per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di scuola. L’Unione degli Studenti si mobilita in tutta Italia e in tutti i capoluoghi del Lazio per far sentire la propria voce contro il decreto della Gelmini. ”Diciamo no ai tagli previsti in finanziaria, no al taglio del personale e chiediamo al governo una politica lungimirante sulla conoscenza, vista non come una voce di spesa da tagliare ma come un investimento per il futuro sociale, culturale ed economico del Paese” dichiara Stefano Vitale, coordinatore dell’UdS Roma.

”Purtroppo - sottolinea - non vanno in questa direzione l’abbassamento dell’obbligo scolastico, il maestro unico, l’inesistenza di fondi per il diritto allo studio e l’edilizia scolastica”. Il corteo a Roma, con partenza a Piazza di Porta San Paolo, si snoda attraverso via del campo Boario, via Zabaglia, ponte Sublicio fino ad arrivare a viale Trastevere dove gli studenti terranno un’assemblea alla quale sono stati invitati a partecipare rappresentanti del Cidi (centro di iniziativa democratica degli insegnanti), della Flc-Cgil e genitori rappresentanti della scuola Iqbal Masic.

Sempre in tema di scuola, oggi il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, a ‘Panorama del giorno’ su Canale 5, è intervenuto sulla figura del bidello. L’opinione del leghista è che ce ne sono troppi. In Italia, ha spiegato, i bidelli “sono oltre 160.000, un parametro assolutamente non in linea con il resto del mondo. Sono tantissimi - ha commentato Calderoli - anche se poi ci dobbiamo rivolgere a strutture esterne per le pulizie o per la gestione della mensa. A questo punto, dato che tutti i servizi vengono esternalizzati, non ho capito a cosa servano i bidelli”.

Rifiuti, la sinistra accerchia Scheggi

10 Ottobre 2008

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Giacomo D’Onofrio

GROSSETO - Non è un momento fortunato per il segretario provinciale del Pd, Marzio Scheggi. Prima l’intervento sul pasticcio del regolamento urbanistico di Follonica, in cui per difendere il sindaco Saragosa, si è lasciato “scappare” un “attacchino” ai dipendenti del Comune del Golfo, provocando inevitabili reazioni e perfino minacce di querele. Mercoledì, poi, il segretario del Pd è “inciampato” sui rifiuti. La storia è nota: Rifondazione e il Pdci alzano la voce nei confronti del sindaco di Grosseto e lo avvertono che sono pronti a mollarlo se decidesse di dire sì all’ingresso di Coseca (di cui il Comune capoluogo è il socio principale) nel capitale azionario di Scarlino Energia (cogeneratore) e dell’impianto di cdr a Strillaie. Per Scheggi, quello dell’ala sinistra della coalizione di governo in Provincia e nel capoluogo (oltre che in diversi comuni minori) è un arroccamento su posizioni ideologiche. Anche stavolta, per far salva la linea del suo partito e tutelare il sindaco Bonifazi, Scheggi rischia un vero e proprio incidente diplomatico con Rifondazione, Pdci e pure coi Verdi. In altre parole, con quelle forze oggi alleati indispensabili tanto al Comune di Grosseto quanto in Provincia e interlocutori principali per le alleanze che, di qui a pochi mesi, dovranno essere costruite dai democratici per presentarsi all’appuntamento primaverile con le urne. Alleati quasi obbligati, dopo che l’Ude - sfogliata la margherita - ha dichiarato di preferire un accordo col Pdl. E Scheggi ha visto bene di lasciarsi andare a qualche calcio ai garetti verso la Sinistra arcobaleno, che sarà pure uscita malconcia dalle elezioni politiche, ma che in Maremma è indispensabile per vincere.

Ieri le reazioni contro il segretario Pd si sono sprecate. Ha iniziato, di buon mattino, Roberto Barocci (Prc), che ha contattato il Corriere per lanciare a Scheggi il guanto della sfida: “Sono pronto ad un confronto pubblico con lui, anzi lo auspico, per parlare delle scelte locali sui rifiuti. Carte alla mano verificheremo chi sostiene posizioni ideologiche e chi, invece, difende gli interessi dei cittadini…”. Poco dopo è stata la volta del consigliere comunale del Prc, Maurizio Zaccherotti, “impermalito” per l’uscita di Scheggi che ha bollato quelle del Pdci e di Prc come posizioni ideologiche bocciate dagli elettori. “Sicuramente - sostiene Zaccherotti - i cittadini maremmani non sono così ingenui da credere che l’incenerimento sia l’unica soluzione e sanno perfettamente che qualsiasi tentativo di progettazione di raccolta differenziata (vedi il progetto porta a porta a Barbanella, ndr) non ha senso se non vi è a monte il progetto più complessivo di risolvere il problema attraverso il trattamento indifferenziato a freddo e l’avvio del porta a porta a tariffa premiante”. In sostanza, le medesime posizioni sostenute da Barocci nell’edizione di ieri del Corriere. Zaccherotti chiede di avviare “una campagna di comunicazione precisa sulla raccolta differenziata’ e attacca a testa bassa il Pd: “Riteniamo le nostre posizioni non ideologiche, ma reali e responsabili al contrario del Pd’. Per rendere ancor più chiaro che lo scontro è tutto politico, nel pomeriggio di ieri è intervenuto anche il neo segretario provinciale del Prc, Renzo Tronconi, colui il quale sarà chiamato a trattare con Scheggi per le prossime elezioni. Che va subito al sodo: “Nessuno in una coalizione ha diritto di imporre agli altri le proprie scelte - scrive Tronconi - Se poi la questione riguarda gli interessi della collettività, allora un confronto serio e trasparente è dovuto. Questo - ricorda il segretario del Prc - abbiamo chiesto al Pd da tempo e questo continuiamo a chiedergli anche oggi: misurarsi, carta alla mano, su quali sono davvero le scelte più opportune per i cittadini, al fine di evitare rischi di emergenza rifiuti e, allo stesso tempo, contenere le tariffe. Se con il termine ideologia, Marzio Scheggi intende una diversa idea di società - rintuzza Tronconi - accettiamo la sua definizione, ma se vuol intendere che non abbiamo disponibilità a misurarci sul merito delle questioni, allora sbaglia di grosso”. In serata anche i Verdi sono scesi in campo. Ribadendo le ragioni della loro contrarietà all’incenerimento dei rifiuti, hanno bocciato come “inutile” ed “inefficiente” l’ipotesi dell’acquisto di quote di cogeneratore da parte di Coseca. “Ricordiamo al sindaco Bonifazi - scrive la portavoce provinciale Paola Tamanti - che gli impegni presi in merito alla diminuzione della produzione di rifiuti sono totalmente disattesi e che Grosseto è il fanalino di coda per queste scelte, con le ripercussioni negative che ormai sappiamo”. Quindi l’avvertimento che (forse) nell’immediato potrà impensierire poco o nulla Bonifazi e Marzio Scheggi (i Verdi, infatti, non esprimono consiglieri comunali a Grosseto), ma che in prospettiva elettorale resta pesante: “Di fronte a una eventuale decisione del Comune di Grosseto di partecipare alla ricapitalizzazione di Coseca per consentire l’acquisto di quote di Scarlino Energia- dice Tamanti - i Verdi usciranno dalla maggioranza”. Avvisi di aria di bufera, su cui la tensione non calerà facilmente.

11 ottobre: si parte!!

9 Ottobre 2008

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Il Pullman c’è e parte dal piazzale del vecchio cinema Europa alle ore 10.
Per il prezzo da ciascuno secondo le sue possibilità ….. anche nulla va bene.
Provvederemo anche a vino e panini.

Più saremo e più conteremo!…l’Italia si è messa in moto..anche a Pisa molte facoltà sono state occupate e in molte città vengono organizzate manifestazioni su manifestazioni!

Ci vediamo tutti SABATO A ROMA!!!

L’ira di Rifondazione «No al cogeneratore» Il circolo grossetano attacca Bonifazi: «Resti fuori da quell’impianto»

8 Ottobre 2008

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GROSSETO. È bastato un semplice mandato a illustrare meglio, con un piano industriale dettagliato, cosa potrebbe succedere se il Coseca effettuasse determinati investimenti, tra cui anche quello relativo all’acquisto di quote del cogeneratore di Scarlino, per scatenare la reazione di Rifondazione Comunista. Con il circolo grossetano del Prc che bacchetta duramente il sindaco Bonifazi per aver dato il suo voto favorevole in assemblea del Coseca, e chiede un incontro urgente per chiarire la faccenda.
Prudentemente anche Rifondazione usa il condizionale quando scrive di aver appreso dalla stampa «che il Comune di Grosseto sarebbe favorevole a comprare quote azionarie dell’impianto di incenerimento di Scarlino, tramite il Coseca, in cui il Comune di Grosseto è socio di maggioranza». Poi, però, il direttivo del circolo cittadino tuona contro Bonifazi sostenendo che «questa scelta non è da noi condivisa; non è nel programma e non è mai stata discussa e concordata in sede politica dalle forze che sostengono la giunta Bonifazi, alla quale chiediamo un incontro urgente per motivare e spiegare i tanti motivi che ci impediranno di sostenere tale scelta, sia in sede di consiglio comunale, sia in Giunta». Insomma, né Maurizio Zaccherotti in consiglio, né Simone Ferretti in giunta, potranno votare a favore dell’acquisizione dell’impianto di Scarlino. Rifondazione sconsiglia «una simile avventura a sicuro danno economico e sanitario per i cittadini» e ricorda che i tecnici del Comune di Follonica e di Scarlino hanno messo in guardia sul fatto che le bonifiche di quell’area dovranno essere realizzate «a carico dei soci azionari proprietari dell’impianto». Secondo Rifondazione «ci sono alternative che consentono minori tariffe ai cittadini, più salute e più occupazione nel settore della raccolta e nel suo indotto».
Nessun problema, invece, per quanto riguarda gli altri investimenti del Coseca prefigurati in assemblea. Rifondazione dice sì agli impianti decentrati per il compostaggio della frazione organica, alle stazioni ecologiche dove raccogliere le frazioni differenziate, agli impianti di trattamento a freddo della frazione indifferenziata e recupero delle materie, «la cui presenza sul nostro territorio renderebbe economica e vantaggiosa la raccolta differenziata». Favorevoli anche «a che si investa in mezzi per la raccolta differenziata spinta in tutto il territorio della provincia».
Al sindaco Rifondazione chiede se «intende investire veramente in nuove tecnologie per la promozione e l’attivazione immediata della differenziata o si vuole invece fare solo propaganda e contemporaneamente pensare alla soluzione più facile, ma pericolosa dell’incenerimento», una strada «già segnata da fallimenti, certi e documentati».
E.P.