Farmacie Grosseto: importantissimo ruolo sociale!
12 Novembre 2008Le segreterie comunali di Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani dicono no ad ogni ipotesi di privatizzazione delle farmacie comunali, anzi rilanciano per un loro ruolo sociale che consentirebbe al Comune di Grosseto di mantenerle in mano pubblica, dopo aver riacquistato il 49 per cento del pacchetto azionario in mano a Codifarma. Il progetto di ricomprare tutte le azioni della società Farmacie comunali riunite è stato esplicitato più volte dagli amministratori del centrosinistra e il sindaco stesso aveva parlato anche della possibilità, per il Comune di mettere in piedi un’altra farmacia.
Sarebbe la sesta, in una delle zone più nuove e meno servite della città, spostando lì il servizio 24 ore su 24 svolto attualmente dalla struttura di via dei Mille. Dopodiché il Comune avrebbe anche potuto rivendere le singole farmacie - o tutte quante insieme - tenendo solo l’ultima nata. Evidentemente, però, nel Partito Democratico non tutti sono convinti di questo disegno e c’è chi spinge perché il Comune smetta prima possibile di fare il farmacista. I tre partiti della sinistra, dunque, hanno precisato non solo di essere favorevoli alla riacquisizione dell’intero pacchetto azionario della Fcr, ma anche di avere in mente un progetto alternativo, per il futuro della rete delle farmacie comunali, un futuro che è quello di un ruolo sociale della farmacie comunali che dovrebbero «occupare una posizione centrale nel sistema di difesa della salute pubblica, come presidio professionale attivo e diffuso sul territorio comunale».
Non lo scrivono, ma sono anche convinti che la rete delle farmacie comunali del capoluogo potrebbe utilmente allargarsi a comprendere tutte le farmacie comunali presenti sul territorio provinciale, se non altro per fare “massa critica” nella fase dell’acquisto dei farmaci e spuntare prezzi migliori. Ma anche in vista di una trasformazione delle farmacie comunali «da semplice centro di vendita del farmaco a centro polifunzionale di servizi, parte integrante del sistema di assistenza sanitaria pubblica», una rete provinciale viene vista come una possibilità in più.
D’altra parte, questo tipo di trasformazione - scrivono Prc, Verdi e Pdci - è in atto e «tale processo deve rafforzarsi, specie in un periodo storico che vede ridursi sul territorio i punti di primo soccorso».
Così Prc, Verdi e Pdci ridisegnano il ruolo sociale delle farmacie comunali: fare educazione sanitaria ad un uso limitato e accorto del farmaco da banco, orientando i cittadini italiani ed immigrati verso un uso corretto dei farmaci; svolgere un servizio di farmacovigilanza per segnalare in modo efficace, al sistema di controllo nazionale, i tanti casi, che spesso sfuggono alla verifica del medico di base, di reazioni individuali avverse ai farmaci usati e al loro dosaggio; effettuare un servizio permanente sul territorio con le aperture delle farmacie 24 ore su 24, con i servizi di prima assistenza; fare servizio domiciliare di fornitura di farmaci e di vigilanza sul territorio verso categorie disagiate con possibili fusioni con cooperative che svolgono servizi sociali; agire come calmiere per i prezzi dei medicinali.
Pdci, Verdi e Rifondazione guardano ai futuri sviluppi del sistema socio sanitario, alle funzioni del Coeso, alla nascita della società della salute e inseriscono anche la società delle farmacie in questo processo. «Il consolidamento degli utili di bilancio rimane un obiettivo necessario per destinare risorse al potenziamento del ruolo sociale delle farmacie comunali». Insomma, se le farmacie si fondessero con il Coeso, o se entrassero nella società della salute, potrebbero reinvestire i proprio utili proprio sulle funzioni sociali.
