ROBERTO BAROCCI PRESIDENTE

12 Maggio 2009

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Ferreo a Siena!!

17 Febbraio 2009

fer.jpgCar* Compagn* le elezioni primarie in Toscana e quelle regionali in Sardegna stanno dimostrando quanto la strada che abbiamo intrapreso sia davvero l’unica in grado di mantenere aperta una prospettiva di sinistra in questo paese. Le elezioni primarie, con la conseguente personalizzazione dello scontro elettorale, lasciano strascichi e spaccature difficilmente ricomponibili particolarmente in un partito, il PD, che cerca di coprire dietro a quello strumento, l’impossibilità di trovare una linea comune fra le diverse anime che lo compongono. Tutto ciò è confermato dal risultato DRAMMATICO della Sardegna dove la sconfitta di Soru è largamente imputabile al crollo dello stesso PD che perde 12 PUNTI (dal 36% al 24%) rispetto alle politiche del 2008. In questo quadro così drammatico si dimostra ulteriormente che le forze comuniste e di sinistra senza confondersi in un indistinta coalizione politicista (quale è stata l’arcobaleno) recuperano voti sul 2008 e, in alcuni casi, addirittura sul 2004. Infatti nel 2008 la “sinistra arcobaleno” ottenne in Sardegna il 3,6%, mentre le tre forze che la componevano conquistano oggi oltre il 6,5% (PRC 3,1 PdCI 2,0 La Sinistra 1,5). Tutto ciò dimostra che “l’accrocchio forzato” di soggetti diversi (il PD o l’opzione “vendoliana”) non producono risultati ma creano disaffezione e disorientamento, laddove invece la sinistra e i comunisti devono essere in grado di proporre una identità forte capace di contrastare l’ondata egemonica delle destre nel nostro paese. E’ l’ennesima conferma che in politica non si possono sommare le mele con le pere e che i processi aggregativi devono avere come base una forte condivisione politico programmatica. Solo così, ridando senso alla politica, contrastando le destre anche sul terreno ideale, ricostruendo un forte senso di appartenenza ed una rinnovata identità, che si può invertire la tendenza. Al contrario spingendo sempre più verso il centro moderato il confine di coalizioni senz’anima, non si fa che accelerare la sconfitta. Ecco perché la scelta del PRC di presentarsi alle europee a partire dal nostro simbolo con liste aperte alle forze politiche, sociali e di movimento che con noi condividono un progetto politico forte, è l’unica strada che possa farci sperare di arrestare la china che il nostro paese ha preso, e superare la soglia del 4%. ANCHE PER QUESTO SONO IMPORTANTISSIME LE INIZIATIVE DI DOMANI CON FERRERO (A SIENA ALLE 18 E A FIRENZE ALLE 21)PER RILANCIARE L’AZIONE DEL NOSTRO PARTITO E RIDARE ENTUSIASMO AL NOSTRO POPOLO E AI NOSTRI MILITANTI. AL LAVORO E ALLA LOTTA Vista l’importanza che riveste tale appuntamento chiedo a tutt* compagn* di fare uno sforzo per garantire la presenza.Per informazioni contattarmi al cell 340/4001875 Saluti comunisti. Renzo Tronconi

Assemblea e Cena di Circolo

8 Gennaio 2009

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Sabato 17 gennaio 2009, ore 17,00. Circolo PRC Grosseto via Europa 63 Assemblea e Cena di Circolo Sabato 17 gennaio alle ore 17,00 presso il Circolo PRC, in via Europa 63, si terrà l’assemblea delle iscritte, degli iscritti e dei simpatizzanti del PRC per il Circolo di Grosseto . Si presume che i lavori dell’assemblea termineranno intorno alle ore 19,00. Seguirà una cena di autofinanziamento del Circolo per l’anno 2009 All’ordine del giorno dell’Assemblea c’è la discussione su tre temi in stretto collegamento: 1- Il lavoro della costruzione di una alternativa comunista nella città di Grosseto e nel paese: le iniziative dei prossimi mesi. 2- L’esperienza della costruzione a Grosseto di una aggregazione della Sinistra alternativa: chi lavora a tale progetto e chi lo boicotta. 3- Le nuove regole per il tesseramento e le iniziative per la comunicazione interna. 4- Varie ed eventuali. Sui primi tre punti, ciascuna iscritta o iscritto potrà presentare documenti, e ordini del giorno. Meglio se tali documenti vengono fatti conoscere prima del 17/1. L’Assemblea e la Cena sono aperte a tutti simpatizzanti del PRC Vieni a dire la Tua!

Mozione presentata da Prc, Pdci e Sd divide i Democratici Alla fine passa grazie all’inatteso soccorso della destra

2 Gennaio 2009

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GROSSETO. Lo avevano detto non più di una settimana fa: vogliamo confrontarci tra la gente sui programmi, perché siamo convinti che su alcune questioni fondamentali, a cominciare dalla privatizzazione dell’acqua, la gente è con noi. Lo avevano detto, e l’altro giorno - nel consiglio comunale prenatalizio - quelli di Rifondazione Comunista si sono presi la prima soddisfazione. La mozione presentata dallo stesso Prc, dal Pdci e da Sd proprio sul delicato argomento dell’acqua, è passata dividendo il Partito Democratico. Dimostrazione - commenta gongolante il giorno dopo il consigliere comunale Maurizio Zaccherotti, del Prc - - che «sui temi importanti e vicini alle persone, come l’acqua, il Pd si spacca».
La questione è così. In consiglio approda un emendamento della sinistra radicale in virtù del quale il sindaco dovrebbe praticamente “ordinare” al gestore idrico di non tagliare i contatori agli utenti morosi o presunti tali. La cosa viene giudicata inammissibile e improponibile dalla stessa maggioranza, e dunque l’emendamento viene bocciato. Diversa sorte è invece destinata alla mozione, che nella sua sostanza offre un indirizzo a mantenere - almeno in un’importante quota - la natura “pubblica” del bene acqua. Nella maggioranza c’è l’accordo a votarla tutti. Senonché, a quanto si dice, i toni di presentazione e discussione della Sinistra a qualcuno sembrano troppo enfatici e “ideologizzati”. E così, al momento del voto, sui banchi del Pd i mal di pancia si trasformano in astensioni, uscite dall’aula e addirittura (Christian Sensi) voto contrario. A salvare numero legale e mozione ci pensa il centrodestra che - in paritcolare con il consigiere Bonavia - si mostra sull’argomento in totale sintonia con le posizioni di Prc, Pdci e Sd.
Zaccherotti esprime il suo rammarico per il fatto che «alcuni consiglieri di maggioranza si sono astenuti o addirittura hanno votato contro alla mozione. Ritengo questo - dice - un fatto politicamente grave che dimostra ancora una volta l’incoerenza e il dogmatismo del Pd rispetto ai temi importanti e strettamente vicini alle persone come quello del diritto all’acqua. E infatti la mozione è stata approvata grazie anche ai voti di alcuni consiglieri dell’opposizione che hanno mantenuto il numero legale ed hanno votato a favore».
Morale? La mozione è passata, il più impegnativo emendamento no. Ma la questione di fondo dei rapporti a sinistra resta aperta. Se davvero, come hanno ribadito i vertici di Rifondazione sette giorni fa, per trovare un accordo in vista delle elezioni è necessario trovare prima un accordo su questioni programmatiche basilari («a cominciare dall’acqua»), il primo test di “armonia” non ha dato risultati esaltanti.
Semplici scaramucce o divisioni di fondo e insanabili? Alle segreterie di partito l’ardua risposta.

ADESSO E’ IL MOMENTO DELLA REVISIONE DEL PIANO DI UTILIZZAZIONE DEGLI ARENILI (PUA)

24 Novembre 2008

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NON POSSIAMO TRASCURARE IL NOSTRO BELLISSIMO LITORALE: LA CITTADINANZA DEVE COLLABORARE ATTIVAMENTE CON L’AMMINISTRAZIONE! Con soddisfazione prendiamo atto del fatto che l’Amministrazione Comunale abbia intrapreso un percorso importante per la stesura del nuovo regolamento urbanistico, con un coinvolgimento attivo di tutta la cittadinanza.Il regolamento urbanistico rappresenta sia un momento importante di confronto tra i cittadini e l’Amministrazione che di evoluzione di tutto il territorio comunale compreso quello costiero. “Come Rifondazione Comunista”, afferma Maurizio Zaccherotti Consigliere Comunale di Grosseto, “riteniamo trategicamente importante definire il prima possibile il nuovo assetto del litorale maremmano attraverso la revisione del Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA). Con la stesura del nuovo Regolamento Urbanistico verrà infatti ridefinito tutto l’assetto delle spiagge del territorio comunale comprendente gli stabilimenti balneari, i tratti di spiaggia liberi e alcuni tratti di fascia dunale e pinetata”.Nell’aprile 2007 il Consiglio Comunale approvò, la mozione portata da Rifondazione Comunista rispetto alla revisione urgente del piano di utilizzazione degli arenili, dando il primo vero segno di cambiamento di rotta rispetto al futuro della costa maremmana. “Adesso”, prosegue Zaccherotti, “è il momento di mettersi a tavolino e pianificare il futuro della costa grossetana attraverso tutti i mezzi partecipativi messi a disposizione dall’Amministrazione creando cosi  presupposti migliori per il futuro delle nuove generazioni che come noi devono poter usufruire di spiagge pubbliche, attrezzate e ben conservate. Non si può più aspettare! Considerare marginalmente questo aspetto provocherà danni irrimediabili per la costa e i cittadini”.Il mantenimento e la valorizzazione delle superfici di arenile pubblico devono assolutamente rappresentare il punto cardine del PUA che ha come fine ultimo l’incremento della qualità della vita della cittadinanza e la tutela della costa maremma che rappresenta un fattore importante di richiamo turistico.Rifondazione Comunista torna perciò ad elencare quelli che sono i punti  cardine sui quali si deve costruire il nuovo PUA :1- Garantire il giusto equilibrio tra le esigenze del pubblico uso delle spiagge e del mare territoriale, identificando le aree su cui è possibile concedere l’occupazione e l’uso, anche esclusivo, e quelle destinate al libero utilizzo della collettività.2- Valutare con attenzione se le previsioni del piano di settore delle pinete e degli arenili rispondano alle emergenze ambientali che interessano il litorale di Marina di Grosseto e nello specifico le aree pinetate e dunali interessate da fenomeni di antropizzazione;3- Riesaminare la tipologia edificativa degli stabilimenti limitando la ulteriore cementificazione del litorale;4- Verificare se la durata delle concessioni relative non determini surrettiziamente la privatizzazione di un bene demaniale;5- Introdurre nella stessa normativa concessoria la previsione di una alternanza tra spazi pubblici e quelli oggetto di concessione.

Farmacie Grosseto: importantissimo ruolo sociale!

12 Novembre 2008

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Le segreterie comunali di Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani dicono no ad ogni ipotesi di privatizzazione delle farmacie comunali, anzi rilanciano per un loro ruolo sociale che consentirebbe al Comune di Grosseto di mantenerle in mano pubblica, dopo aver riacquistato il 49 per cento del pacchetto azionario in mano a Codifarma. Il progetto di ricomprare tutte le azioni della società Farmacie comunali riunite è stato esplicitato più volte dagli amministratori del centrosinistra e il sindaco stesso aveva parlato anche della possibilità, per il Comune di mettere in piedi un’altra farmacia.
Sarebbe la sesta, in una delle zone più nuove e meno servite della città, spostando lì il servizio 24 ore su 24 svolto attualmente dalla struttura di via dei Mille. Dopodiché il Comune avrebbe anche potuto rivendere le singole farmacie - o tutte quante insieme - tenendo solo l’ultima nata. Evidentemente, però, nel Partito Democratico non tutti sono convinti di questo disegno e c’è chi spinge perché il Comune smetta prima possibile di fare il farmacista. I tre partiti della sinistra, dunque, hanno precisato non solo di essere favorevoli alla riacquisizione dell’intero pacchetto azionario della Fcr, ma anche di avere in mente un progetto alternativo, per il futuro della rete delle farmacie comunali, un futuro che è quello di un ruolo sociale della farmacie comunali che dovrebbero «occupare una posizione centrale nel sistema di difesa della salute pubblica, come presidio professionale attivo e diffuso sul territorio comunale».
Non lo scrivono, ma sono anche convinti che la rete delle farmacie comunali del capoluogo potrebbe utilmente allargarsi a comprendere tutte le farmacie comunali presenti sul territorio provinciale, se non altro per fare “massa critica” nella fase dell’acquisto dei farmaci e spuntare prezzi migliori. Ma anche in vista di una trasformazione delle farmacie comunali «da semplice centro di vendita del farmaco a centro polifunzionale di servizi, parte integrante del sistema di assistenza sanitaria pubblica», una rete provinciale viene vista come una possibilità in più.
D’altra parte, questo tipo di trasformazione - scrivono Prc, Verdi e Pdci - è in atto e «tale processo deve rafforzarsi, specie in un periodo storico che vede ridursi sul territorio i punti di primo soccorso».
Così Prc, Verdi e Pdci ridisegnano il ruolo sociale delle farmacie comunali: fare educazione sanitaria ad un uso limitato e accorto del farmaco da banco, orientando i cittadini italiani ed immigrati verso un uso corretto dei farmaci; svolgere un servizio di farmacovigilanza per segnalare in modo efficace, al sistema di controllo nazionale, i tanti casi, che spesso sfuggono alla verifica del medico di base, di reazioni individuali avverse ai farmaci usati e al loro dosaggio; effettuare un servizio permanente sul territorio con le aperture delle farmacie 24 ore su 24, con i servizi di prima assistenza; fare servizio domiciliare di fornitura di farmaci e di vigilanza sul territorio verso categorie disagiate con possibili fusioni con cooperative che svolgono servizi sociali; agire come calmiere per i prezzi dei medicinali.
Pdci, Verdi e Rifondazione guardano ai futuri sviluppi del sistema socio sanitario, alle funzioni del Coeso, alla nascita della società della salute e inseriscono anche la società delle farmacie in questo processo. «Il consolidamento degli utili di bilancio rimane un obiettivo necessario per destinare risorse al potenziamento del ruolo sociale delle farmacie comunali». Insomma, se le farmacie si fondessero con il Coeso, o se entrassero nella società della salute, potrebbero reinvestire i proprio utili proprio sulle funzioni sociali.

Danger: la riforma colpisce anche le Università!

28 Ottobre 2008

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I principali punti del DL 112 sono:

riduzione dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) del 20% entro i
prossimi cinque anni: 1,5 miliardi di euro in meno alle università
italiane, 116 milioni di euro in meno solo alla Sapienza;
tagli al personale docente e amministrativo di circa il 50% in cinque
anni: nei prossimi due anni l’università potrà assumere una persona
ogni cinque persone pensionate, e dal 2012 una ogni due persone
pensionate;
possibilità per le università italiane di diventare fondazioni
private: se i tagli all’FFO risulteranno incolmabili, gli atenei
saranno costretti a trovare aziende private non solo che le finanzino,
ma che entrino anche nella loro gestione amministrativa.
UN ALTRA INIZIATIVA  CHE SI POTREBBE FARE E’ QUELLA DEL 7 NOVEMBRE
,FACENDO UNA MANIFESTAZIONE STUDENTESCA A LIVELLO PROVINCIALE  A
GROSSETO,DOVE INSEGNANTI ,PRECARI E STUDENTI  SCEDANO IN PIAZZA DANTE
,IN PREPARAZIONE DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 14
.http://www.ateneinrivolta.org/content/appello-dalla-sapienza-7-novembre-mobilitazione-con-cortei-locali-il-14-lo-sciopero-nazional.
POSSIAMO INSIEME ORGANIZZARE IL TUTTO PER IL 7 SIA RC E SC ECC..
PER INFO
www.collettivi.net
www.ateneinrivolta.org
www.uniriot.org

27 Ottobre 2008

RIFONDAZIONE SCENDE IN PIAZZA PER CONTRASTARE LA POLITICA XENOFOBA E REPRESSIVA DELLE DESTRE

E DELLA LEGA NORD 

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Sabato 25 ottobre, il PRC ha organizzato una gioranta in piazza Gioberti (davanti al Bastiani) con un banchetto per raccogliere le firme contro il Lodo Alfano, informare le persone sulla drammatica realtà della riforma Gelmini e sensibilizzarle sull’importanza dell’integrazione razziale e sul diritto alla professione del culto religioso, sancito dalla nostra Costituzione e da Quella Europea.

L’inziativa ha avuto un ottimo successo confermato anche dal numero di firme raccolte e dalla partecipazione delle persone che hanno visitato la postazione.

Rifondazione Comunista esce in Piazza, tra le persone, per dire la verità sui fatti che stanno accadendo e contrastare le politiche xenofobe e nazionaliste avviate dalle destre e dalla Lega Nord.

* Vi allego al messaggio il doc. con l’ordine del giorno per il prossimo C.C. che è stato presentato tre giorni fa in Comune a Grosseto dal PRC.

ordine-del-giorno.doc

Siamo convinti che sia importante che il Comune di Grosseto affronti il tema della riforma scolastica e prenda provvedimenti urgenti.

OGGI E’ COMINCIATA INOLTRE LA DISTRIBUZIONE DEI VOLANTINI DI APPROFONDIMENTO SUL TEMA SCUOLA, RAZZISMO E CARO VITA.

HASTA SIEMPRE!!

Maurizio Zaccherotti

Segreteria Provinciale PRC Grosseto

Pavia: Denuncie fasciste ed intimidazioni poliziesche

14 Ottobre 2008

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La deriva autoritaria che imperversa nel nostro paese è un dato
tangibile che possiamo verificare quotidianamente: denunci i
disservizi di Trenitalia? Sei licenziato!

Sei un bambino di etnia rom?Ti prendiamo le impronte digitali!

Sei comunista? Ti schediamo!

No, quest’ultimo non è uno scherzo e nemmeno una rievocazione
propagandistica delle pratiche coercitive del ventennio fascista:
Alessandro Savoldi, militante dei giovani comunisti e membro del
collegio di garanzia provinciale del PRC pavese è stato schedato
sabato 4 ottobre presso i locali della questura. Ma facciamo un passo
indietro e ripercorriamo tutti i momenti di questa allarmante vicenda.
Giovedì 2 ottobre.

Alessandro riceve una telefonata dall’ispettore Manzi della Digos di
Pavia che lo avverte che il sabato seguente alle ore 10.00 si deve
recare in questura per essere ascoltato su questioni di giustizia.
Arriva il fatidico giorno e Alessandro viene ricevuto dall’ispettore
Michele Boccardo, quest’ultimo gli comunica che il tribunale di Roma
ha dato mandato alla Digos di Pavia di aprire un’indagine in merito ad
una denuncia per diffamazione inoltrata dal segretario nazionale di
Forza Nuova Roberto Fiore, per un articolo scritto da Savoldi e
pubblicato sul sito www.giovanicomunistipavia.org.

Una volta accertata la paternità dell’articolo Alessandro diventa
ufficialmente indagato, si compilano i verbali e quando l’incontro
sembra volgere al termine l’ispettore gli comunica che bisogna
procedere all’identificazione.

La richiesta sembra subito ambigua, infatti, l’identificazione era già
avvenuta attraverso la consegna della patente di guida (come risulta
dagli stessi verbali) e dalla dichiarazione di residenza e domicilio.
Nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo ed il compagno si
trova sbattuto all’anti-crimine nell’ufficio della scientifica. I
poliziotti procedono all’insolita “identificazione” che si trasforma
in una vera e propria schedatura politica, prima gli vengono fatte le
foto segnaletiche e poi gli vengono prese le impronte digitali come se
avessero a che fare con un criminale.

Alessandro chiede spiegazioni, i poliziotti bofonchiano e dicono che
si tratta di una normale procedura.  Questa spiegazione non regge:
altri compagni di Pavia sono stati denunciati da Roberto Fiore per
diffamazione (tra cui il segretario provinciale del PRC Giuseppe Abbà
e quello cittadino Pablo Genova) e a nessuno e stato riservato un
simile trattamento.

Ci preme segnalare che Alessandro è incensurato e che la sua fedina
penale è più bianca del latte..il suo reato? Quello di essere un
militante comunista, di aver sempre difeso gli oppressi e gli
sfruttati, di essersi schierato dalla parte dei rom della SNIA quando
ondata razzista e xenofoba si era abbattuta sulla provincia pavese lo
scorso anno, di essere da anni in prima linea nel movimento
studentesco pavese. Quello della questura è stata un atto indegno,
sproporzionato e intimidatorio che non può passare sotto silenzio, la
gravità di questo gesto conferma la deriva autoritaria e repressiva
dei tempi che corrono (all’indietro!)

Ancora una volta è il momento di riflettere, capire e agire perché
quello che è successo a Pavia non capiti mai più.

Sulla moschea e sulle manganellate della destra

13 Ottobre 2008
13-Oct-2008

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Intervento del Consigliere Comunale Prc Maurizio Zaccherotti sulle polemiche sollevate negli ultimi giorni ienernti il caso moschea

Grosseto: “La vicenda della moschea a Grosseto – afferma Maurizio Zaccherotti - ha raccolto molta attenzione tra la cittadinanza.

Un tema scottante che se non trattato correttamente potrebbe creare confusione nell’opinione pubblica.

Leggiamo con stupore le affermazioni di un rappresentate della Destra il quale afferma che: “i luoghi di culto islamico non sono i benvenuti in Italia almeno fino a quando non ci sarà parità di scambio religioso e culturale con apertura di chiese cattoliche nei paesi islamici”.

Ma come si può affermare tutto ciò? Questo denota una vera e propria mancanza di conoscenza rispetto alla realtà Mediorientale, in quanto si tende a semplificare che Medio Oriente uguale terra di musulmani, integralisti e intolleranti.”

“Basterebbe fare un viaggio di pochi giorni in quelle terre – prosegue Zaccherotti - per rendersi conto del contrario, o più semplicemente leggere il libro del giornalista Giuseppe Caffulli, Fratelli dimenticati - Viaggio tra i cristiani del Medio Oriente, che offre delle chiavi di conoscenza di una realtà in cui vivono milioni di cristiani come le terre di Israele, Egitto, Siria e Penisola Arabica in generale.

Lo stesso monsignor Giovanni Bernardo Gremoli, per quasi trent’anni vicario apostolico d’Arabia, paese in cui esistono circa una dozzina di chiese, afferma rispetto al tema della reciprocità, che “è sbagliato il risentimento contro i paesi Arabi, anche perché, molti paesi musulmani permettono la costruzione di chiese e di altri luoghi di culto. Tutti hanno il diritto di avere luoghi di preghiera”.

E’ ovvio che dobbiamo essere realisti e tener presente che vi sono paesi mussulmani in cui le autorità sono pressate dalle frange più fanatiche e perciò sono costretti a impedire la costruzione di luoghi di culto diversi da quelli islamici.

Mettersi sullo stesso piano di questi paesi significa però dimostrarsi agli occhi del mondo come un paese fanatico e fondamentalista, chiuso in se e inadatto a far parte dell’Unione Europea.

Nella sola penisola Araba, dati risalenti al 2007, indicano che sono almeno 3 milioni i cristiani presenti, la maggior parte provenienti da 93 nazioni diverse tra cui India e Fillipine, ma non mancano anche gli europei.

Pur registrando degli atti di intolleranza in Arabia Saudita, negli altri stati arabi vi è una forte integrazione e rispetto: la Giordania, la Sira, la Turchia e tanti altri stati ne sono testimonianza.”

“Tutto questo – conclude infine - per definire gli interventi degli esponenti della destra maremmana fino ad ora apparsi sui quotidiani locali, veramente fuori luogo e carichi di demagogia, frutto di una campagna politica mirata a creare divisioni, differenze e ad esaltare sentimenti nazionalisti, completamente incoerenti con le politiche attivate dall’Unione Europea.”