Federazione di Grosseto
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  • PACCHETTO (IN)SICUREZZA

    Pubblicato il gennaio 30th, 2009 mzaccherotti 1 commento

    bossiBenvenuto! Vediamo ora cosa posso regalarti dal mio ultimo pacchetto …  dunque … :

    -l’obbligo per i medici di denunciare gli immigrati senza permesso di soggiorno;

    -il permesso di soggiorno a punti (si, come la patente!);

    -l’aggravio di pena per tutte le persone che commettono un reato se sono prive di un permesso di soggiorno;

    -il reato solo di essere privi di un permesso di soggiorno;

    -aumenta da 60 giorni a 18 mesi il periodo di reclusione nei Centri di Permanenza Temporanei (ora Centri di Identificazione ed Espulsione);

    -dovrai mostrare il permesso di soggiorno per accedere allo stato civile;

    -non potrai sposarti senza permesso di soggiorno;

    -l’obbligo per chi gestisce un negozio di money transfer di chiedere e conservare una copia del permesso di soggiorno del migrante che accede al servizio, nonché l’obbligo di segnalarlo alla polizia se ne è privo.

    Questo si aggiunge alle classi separate per i vostri figli e alla costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione.http://www.youtube.com/watch?v=oSmpFuA_vaA

  • La lista nera dei pesticidi

    Pubblicato il gennaio 27th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    Al bando i 22 principi attivi ritenuti più pericolosi. Ma restano i dubbi sull’aumento delle dosi massime consentite e sull’azione congiunta delle diverse sostanze.

    pesticidi1

    L’Ue stringe la morsa sui pesticidi, mettendo al bando le 22 sostanze ritenute più pericolose per la salute e per l’ambiente. Dopo tre anni di trattative, il 13 gennaio il Parlamento europeo ha finalmente trovato un accordo per il cosiddetto “pacchetto pesticidi”. Le norme più importanti riguardano il nuovo sistema di autorizzazione delle sostanze attive: quelle altamente tossiche - in particolare quelle cancerogene, mutagene e che danneggiano i sistemi riproduttivi - non potranno più essere autorizzate. Questo, però, non vuol dire che quelle attualmente commercializzate verranno immediatamente ritirate. Primo perché i provvedimenti entreranno in vigore a due anni dalla pubblicazione sulla gazzetta europea, quindi nel 2011; secondo perché la licenza dei pesticidi in commercio vale dieci anni: questo significa che un prodotto approvato nel 2003 potrà essere venduto fino al 2013, anche se si trova nella lista nera.

    Un colpo al cerchio e uno alla botte: la direzione intrapresa dall’Ue è comunque quella auspicata dalla Pesticide Action Network Europe (Pan Europe, organizzazione che riunisce le associazioni ambientaliste). Le nuove norme, infatti, promuovono metodi non chimici di controllo delle colture, vietano l’uso dei fitosanitari nei pressi di parchi, aree urbane e riserve naturali, e il ricorso agli erogatori aerei per i campi di cereali (a meno di specifiche autorizzazioni). Le sostanze altamente persistenti e bioaccumulabili (mPmB) sono bandite, e i pesticidi ritenuti pericolosi per le api potranno essere vietati, come già accade in Italia (Vedi Galileo, Stop ai neonicoticoidi). Sono previste inoltre, zone cuscinetto e l’adozione di misure atte a tutelare le fonti di approvvigionamento di acqua potabile. Buone notizie anche sul fronte della sperimentazione animale: laddove i dati siano già a disposizione o esistano metodologie alternative, le domande di autorizzazione non dovranno essere accompagnate dai risultati di nuovi test.

    Veniamo alle critiche. Primo: da un elenco iniziale di 400, l’accordo è stato raggiunto solo per una ventina di sostanze. “La neurotossicità andava inclusa tra i criteri di esclusione, soprattutto considerando l’evidenza scientifica sugli effetti che tali sostanze possono avere sullo sviluppo del cervello nel periodo pre-natale e nell’infanzia, e la loro correlazione con malattie come il Parkison”, dice a Galileo Monica Guarinoni, vicedirettrice dell’Health and Environment Alliance (Heal), organizzazione internazionale che riunisce circa sessanta network ambientalisti europei. “Per esempio, avremmo voluto vedere ritirato dal mercato il Chlorpyrifos (presente negli insetticidi Lorsban e Dursban, ndr.): si sospetta infatti che l’esposizione a questa sostanza durante la gravidanza possa provocare ritardi nello sviluppo cerebrale dei neonati”, spiega Guarinoni. Per il momento, invece, questa e altre sostanze saranno incluse, insieme a quelle immunotossiche, solo tra le ‘candidate alla sostituzione’, cioè quelle per cui gli stati membri sono tenuti a valutare prodotti alternativi disponibili sul mercato.

    La seconda critica riguarda invece la cosiddetta “armonizzazione” degli stati membri che, da settembre, permette agli agricoltori di aumentare le dosi di pesticidi. L’Ue ha infatti deciso di uniformare tutti gli stati e tarare il limite dei residui massimi per frutta e verdura su quelli dello stato più permissivo. Conseguenze? Su 124 campioni analizzati lo scorso ottobre in cinque paesi europei da Pesticide Action Network (e da Legambiente in Italia), tre sono risultati fuori legge per la direttiva attuale, ma sarebbero stati ben 37 prima dell’armonizzazione dei limiti (qui il link per i risultati dell’indagine).

    E il problema non sta solo nella dose massima consentita per il singolo pesticida, quanto piuttosto nell’azione congiunta di più principi attivi. In Italia - dove l’indagine è stata effettuata su 24 campioni venduti dalle catene Coop, Esselunga, Metro, Lidl e Carrefour in sette regioni (Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania) - sono stati trovati 31 principi attivi diversi, con una media di oltre 6 per ogni campione. “Questo, a nostro avviso, è l’aspetto più preoccupante”, commenta Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente: “Nessuno sa cosa provochi l’insieme dei diversi pesticidi, eppure l’Ue non si esprime su questo argomento.” Nessuno dei 24 campioni, per onor di cronaca, si è meritato l’etichetta di “consigliabile”.

    Ultima critica, e non per importanza: “Delle sostanze incluse nella lista, molte sono già state abbandonate nella pratica comune”, sottolinea Ferrante, per il quale si sarebbe potuto fare uno sforzo in più per la tutela dei consumatori. Invece l’ago della bilancia continua a pendere dalla parte delle organizzazioni agricole come Agropharma e Copa. La direzione è quella giusta, vero. Ma ci si muove a piccoli passi.

     Tiziana Moriconi

  • Il conflitto passa in Rete

    Pubblicato il gennaio 27th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    palestinaGli hacker vanno all’attacco di siti israeliani e palestinesi, cancellando pagine e modificandone i contenuti. Colpiti anche i social network come Facebook

    La crisi mediorientale si sposta sul Web. Palestina e Israele, infatti, non si scontrano solo nella striscia di Gaza, ma anche su siti Internet e social network. Diverse pagine sono state bloccate o modificate, alcuni account di Facebook bloccati. Una battaglia, definita hacktivismo, che ovviamente non miete vittime, ma che alimenta un clima di paura e di diffidenza.

    All’inizio di gennaio alcuni hacker pro-Palestina, chiamati “Squadra della pace”, hanno modificato siti Web istituzionali, come quello dell’esercito statunitense e quello dell’assemblea parlamentare della Nato, sostituendo alcune pagine originali con l’immagine di un ragazzo che lancia sassi a un carro armato israeliano a Gaza. Altri hacker sono riusciti a reindirizzare i siti del quotidiano israeliano Ynetnews.com e della Israel Discount Bank, portando i visitatori su pagine contenenti messaggi antisemiti e immagini della prigione di Abu Ghraib in Iraq. Secondo alcuni religiosi islamici, questi attacchi informatici rappresentano una “Jihad elettronica”, una forma di lotta contro gli infedeli.

    Ma anche la fazione israeliana ha usato il cyberspazio per portare avanti l’offensiva in Rete: lo scorso anno gli hacker hanno modificato tre siti Web palestinesi, inserendo pagine con la propria bandiera e il simbolo dell’ormai vietato partito di estrema destra Kach, mentre il giornale on line Arabs48.com ha ricevuto ripetuti attacchi.

    Lo scontro ha coinvolto anche Facebook. Recentemente sono sorte dozzine di gruppi legati al conflitto nella striscia di Gaza. Tra questi spiccano “Let’s collect 500.000 signatures to support the Palestinians in Gaza”, arrivato a più di seicentomila adesioni, e “I Support the Israel Defense Forces In Preventing Terror Attacks From Gaza”, con più di 84mila associati. Alcuni hacker, usando il logo del Jewish Internet Defence Force (Jidf) hanno preso il controllo di diversi gruppi, rimuovendone il contenuto e sostituendolo con affermazioni a supporto della politica di Israele e critiche ad Hamas.

  • La Bolivia ha detto SÌ

    Pubblicato il gennaio 27th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    “La rifondazione è in marcia”, ha detto Evo

    morales1Il presidente Evo Morales ha dichiarato parlando dal balcone del Palacio Quemado che è già in  marcia la rifondazione della Bolivia, riferendosi alla vittoria nelle urne della nuova costituzione votata dalla maggioranza dei cittadini con un chiaro SÌ.

    PL ha informato che una folla immensa si è riunita in Plaza Murillo a La Paz,  dove Evo Morales ha segnalato che l’approvazione della nuova Costituzione che sostituisce quella vigente dal 1967 è il risultato della coscienza del popolo e  si è complimentato con la popolazione per aver sostenuto il processo di cambio iniziato nel gennaio del 2006.

    “Grazie a coloro che hanno permesso con il oro voto di rifondare una nuova Bolivia con uguaglianza per tutti”, ha sottolineato Morales  che ha lodato il contributo alla vittoria dei movimenti sociali ed in particolare dei contadini e degli indigeni, settori storicamente esclusi e sfruttati.

     “Da oggi, ha aggiunto, finisce lo stato coloniale e neoliberista rappresentato da governi che sanno solo mettere all’asta le nostre risorse naturali”, alludendo agli articoli della norma che difendono il patrimonio delle principali materie prime.

    Inoltre ha segnalato che: “L’implementazione della nuova costituzione è una delle sfide più grandi che abbiamo di fronte”.

    “Qui comincia la nuova Bolivia, uno stato con una nazione e la mal chiamata Mezza Luna è restata indietro ed ha lasciato il suo spazio alla Luna Intera, che è la Bolivia unita e più degna” ha detto ancora.

    Il referendum costituzionale in Bolivia si è concluso in un clima di pace e con l’approvazione di oltre il 60% di quasi quattro milioni di votanti per il progetto della Costituzione, come sostengono tutti i risultati preliminari

  • Fao: tensione su scarsita’ acqua

    Pubblicato il gennaio 26th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    siccita1(ANSA) - ROMA, 25 GEN - Si alza la tensione sul tema dell’acqua, al punto che la scarsita’ di risorse idriche potrebbe causare la prossima crisi mondiale. Lo sostiene il capo dell’Unita’ della Fao di Sviluppo e Gestione dell’acqua, Pasquale Steduto, secondo il quale e’ necessario un cambio di rotta, l’unica soluzione e’ la cooperazione internazionale’. Oggi, 2,6 mld di persone al mondo non hanno accesso a servizi sanitari, 1,1 mld non dispongono di acqua pulita e 1,2 mld vivono in zone con scarsita’ d’acqua.

  • Accordo annunciato, ma non meno grave. Ora la parola passi ai lavoratori

    Pubblicato il gennaio 26th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    di Roberta Fantozzi
    (Segreteria Nazionale - Resp. Lavoro Prc)

    GERMANY HOLZMANN

    L’accordo separato firmato da governo, Confindustria, Cisl, Uil, Ugl, non è un evento inaspettato preceduto come è stato dalla lunga serie di accordi separati di categoria. Tanto meno lo è dopo l’offensiva lanciata nei giorni scorsi da Confindustria, Cisl e Uil, e le dichiarazioni di Walter Veltroni. Ma è fortissimo il senso dello strappo, per l’accelerazione che si è prodotta, come per la gravità estrema di quanto è accaduto.
    Berlusconi cerca di realizzare nuovamente l’obiettivo che segnò il suo governo nel 2002, quando con il Patto per l’Italia puntò ad isolare e marginalizzare la Cgil. Lo vuol fare, oggi come ieri, per realizzare un disegno “costituente” che mira a determinare in senso fortemente regressivo non solo la condizione materiale del mondo del lavoro, ma natura e ruolo dei soggetti sociali e dunque lo statuto della democrazia nel nostro paese. Un disegno persino esibito dalla coincidenza temporale della firma dell’accordo e del primo via libera dato dal parlamento al federalismo. Entrambe scelte “costituenti” che puntano a dividere e frammentare, mettere in contrapposizione i territori come i lavoratori, distruggere i residui elementi universalistici e solidaristici del nostro modello sociale. Entrambe scelte che hanno registrato l’assenza grave dell’opposizione parlamentare.
    L’accordo firmato riprende, solo sintetizzandolo, il documento di Confindustria che aveva già visto convergere Cisl e Uil. Il contratto nazionale di lavoro viene svuotato di ogni ruolo: non serve a redistribuire la produttività, non serve nemmeno a difendere salari e stipendi dall’inflazione reale. E’ viceversa lo strumento della generalizzata e ulteriore riduzione dei salari, legati ad un’indice dell’inflazione “depurato” dall’aumento dei costi dell’energia importata. La contrattazione aziendale, che riguarda meno del venti per cento delle imprese, consente aumenti salariali solo in relazione alla “produttività” e “redditività” delle imprese, all’aumento dello sfruttamento e della fatica del lavoro, ad ulteriori sgravi fiscali e contributivi per le imprese, che si esige diventino “strutturali, certi, facilmente accessibili”. Il contratto nazionale potrà essere derogato solo in peggio, mentre nulle sono le garanzie per la stragrande maggioranza dei lavoratori che non accedono alla contrattazione di secondo livello. Si rimanda ad altra sede la definizione delle “modalità per garantire la tregua sindacale”, ma la sostanza resta quella di sanzionare e limitare pesantemente il diritto di sciopero. Viene reiterata la previsione di “ulteriori forme di bilateralità per il funzionamento dei servizi integrativi di Welfare”, nodo centrale anche del Libro Verde del ministro Sacconi.
    Il sindacato non è più, secondo l’accordo, il rappresentante autonomo degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, organizzazione di conflitto e contrattazione. E’ insieme alle imprese il gestore di servizi, di uno stato sociale che vede ritrarsi ruolo e garanzie pubbliche e viene consegnato a logiche privatistiche, a quegli enti bilaterali in cui si sostanzia il ridisegno neocorporativo dell’insieme delle relazioni sociali. Non è un caso che il governo abbia varato in agosto un taglio micidiale delle risorse per sanità, enti locali, istruzione, lavoro pubblico.
    L’accordo separato è destinato ad aggravare la situazione economica e sociale complessiva, perché impoverisce ancora di più i lavoratori, in una crisi che è determinata esattamente dall’acuirsi delle disuguaglianze, da quel “mondo di bassi salari” prodotto da un trentennio di politiche neoliberiste.
    La partita non è tuttavia chiusa. Non lo è come non lo fu nel 2002, sebbene sia evidente il quadro peggiore di oggi rispetto a ieri, per la sconfitta della sinistra, per la collocazione del Pd. Non lo è in virtù della tenuta decisiva che la Cgil ha avuto. Non lo è in virtù della disponibilità alla lotta che le lavoratrici e i lavoratori hanno dimostrato, aderendo il 12 dicembre allo sciopero generale della Cgil e dei sindacati di base. Diventa decisiva l’attivazione di una risposta forte nei luoghi di lavoro e nei territori. Una risposta adeguata alla gravità di quanto avvenuto, alla volontà di riscrivere le relazioni sindacali e i rapporti sociali contro la più grande organizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori, impoverire e dividere ulteriormente il mondo del lavoro, distruggere ruolo e autonomia del sindacato. Crediamo sia necessaria la costruzione di un nuovo sciopero generale. Crediamo sia obbligatorio il pronunciamento delle lavoratrici e dei lavoratori sull’accordo. Per parte nostra ci saremo. E’ in gioco il futuro dei diritti del lavoro e della democrazia.
  • “Rifondazione comunista è stata e resta utile ai lavoratori”

    Pubblicato il gennaio 26th, 2009 mzaccherotti Nessun commento
    Intervento del circolo di Rifondazione Comunista di Follonica di Follonica
     striscione                                                                            
    Follonica: L’assemblea degli iscritti al circolo di Rifondazione comunista di Follonica si è riunita il 24 gennaio 2009, senza che finora alcun iscritto abbia espresso la volontà di seguire la scissione guidata da Vendola.

    In proposito l’assemblea ha approvato il seguente documento, con un voto contrario: Rifondazione comunista è stata e resta utile ai lavoratori.

    “Prendiamo atto con tristezza della scissione guidata dal compagno Vendola, - affermano i membri di Rifondazione - ritenendo che per i compagni come lui sia assai forte il rischio di risultare politicamente irrilevanti.
    Riconosciamo i gravi errori commessi dal partito nel passato durante il governo Prodi, in primis il voto per finanziare la guerra in Afghanistan, errori peraltro contrastati già a suo tempo dal nostro circolo. Il circolo ripropone oggi più che mai i valori del nostro partito, l’ispirazione di Genova 2001, la lotta per l’art. 18, l’antifascismo di sempre, e continua a fare riferimento ai contenuti e agli interlocutori sociali e di movimento.”
    “Questa pratica dal basso e nel merito delle questioni - proseguono - ha consentito a Follonica di costruire fin dal 2006 l’esperienza concreta di unità rappresentata dal Cantiere per la sinistra con Pdci e indipendenti. Il Cantiere, non senza difficoltà, ha superato in avanti la disastrosa prova elettorale della Sinistra arcobaleno e oggi sta lavorando a una coalizione elettorale per vincere alle elezioni comunali in alternativa al berlusconismo comunque declinato, e quindi pure al Pd e alla coalizione centroverde follonichese.
    La nostra coalizione si presenta invece sulla base di contenuti precisi (no inceneritore, ippodromo, no fanghi, rete del gas, Colonia, appalti…), e valori quali antifascismo, giustizia e solidarietà sociale, trasparenza, tutela dei beni comuni e dell’ambiente. Nei confronti di questo percorso non mancano segnali di interesse, tutti da verificare, da parte di altre forze.”
    “In nome di tutto questo, - concludono - Rifondazione lancia a Follonica un appello forte a quanti condividono questo pensiero e questa pratica, affinché si iscrivano al nostro partito, per sostenerlo e migliorarlo.”