Federazione di Grosseto
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  • COSTRUIAMO UN POLO DELLA SINISTRA DI ALTERNATIVA

    Pubblicato il giugno 16th, 2009 mzaccherotti Nessun commento

    20070915_ferreroLa credibilità dell’opposizione sociale richiede però che ci si muova anche sul versante dell’opposizione politica. Questa affermazione apparentemente ovvia riveste oggi un significato assai particolare: infatti la presenza di un’opposizione politica credibile (per dimensioni, per stile di lavoro e per programma) non è solo il logico sbocco di un’opposizione sociale, ma oggi ne costituisce in parte una condizione. Oggi non esiste una opposizione credibile perché quella parlamentare è subalterna ai poteri forti del paese e quindi non è mai in grado di prefigurare una alternativa al berlusconismo in particolare sul terreno economico e sociale.

    Proprio nel momento in cui le ipotesi socialdemocratiche mostrano appieno il proprio fallimento strategico ed entrano in crisi anche a livello europeo, diventa assolutamente necessario costruire una sinistra di alternativa.

    A partire dal Coordinamento della lista anticapitalista e comunista, proponiamo quindi di operare per costruire un polo della sinistra di alternativa autonoma dal PD. Tale processo, che parte dal coordinamento delle forze che hanno promosso la lista per allargarsi, si deve strutturare sia a livello nazionale che locale. A tal fine proponiamo di avviare da subito una interlocuzione con tutti i soggetti, politici, sociali, culturali, interessati a questo progetto politico per coinvolgerli a pieno titolo nella promozione e costruzione del polo della sinistra di alternativa. Per rompere la gabbia del bipolarismo è vitale la costruzione di un polo della sinistra anticapitalista che, su precisi basi programmatiche e nella piena autonomia dal PD, sappia far vivere la prospettiva dell’alternativa. Su questa base occorre interpellare tutte le forze della sinistra politica, sociale, sindacale, per individuare e costruire insieme i passaggi che, a partire dall’unità d’azione in  significative iniziative di massa, consentano la costruzione di un soggetto unitario in cui nessuno debba rinunciare ad identità, simboli, ambiti e forme particolari di azione politica. Tutti questi passaggi devono essere sostanziati da momenti di coinvolgimento del “nostro” popolo che consentano comunque a decine di migliaia di persone di sentirsi partecipi di un processo che deve rompere la separatezza tra politica e società. Questo processo di aggregazione deve infatti anche fare i conti positivamente con la crisi della politica che caratterizza pesantemente la crisi attuale.
    Per fare tutto ciò è necessario rafforzare il partito, rilanciare il progetto della rifondazione comunista e della sinistra europea. Noi riteniamo infatti che a partire da questo punto di vista si possono leggere più efficacemente sia la natura della crisi in atto, sia la posta in gioco degli attuali scontri politici. Si tratta proprio di mostrare la fecondità del punto di vista comunista, definendo a partire da essa i contenuti fondamentali di un programma di alternativa che dobbiamo articolare meglio.

    I nodi dell’uscita a sinistra dalla crisi, in termini di redistribuzione del reddito, di blocco dei licenziamenti, di estensione degli ammortizzatori sociali e di introduzione del salario sociale, di blocco delle privatizzazioni e di rilancio dell’intervento pubblico per una riconversione ambientale e sociale dell’economia sono i punti centrali attorno a cui lavorare. Da qui occorre partire per affrontare i nodi dell’immigrazione, della sicurezza, del welfare, dei diritti individuali sociali e civili e della loro esigibilità. Si tratta indubbiamente di un progetto ambizioso: ma quando, se non in condizioni di crisi, possono essere proposti progetti analoghi?

    E’ nella discussione di questi temi che si può procedere ad un’aggregazione non politicista di forze diverse, a risvegliare l’orgoglio di una sinistra dispersa, a stimolare ed incalzare le numerose forze dell’associazionismo e dei movimenti tematici, ad interloquire positivamente con le più importanti esperienze sindacali, a partire dalla sinistra della CGIL e dall’importante dinamica di aggregazione del sindacalismo di base. E’ sulla base di una posizione politica forte ed autonoma, centrata su un progetto credibile, che si può intervenire positivamente sulla crisi del PD, non certo facendoci risucchiare al suo interno.

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