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VIAREGGIO: UN DISASTRO FERROVIARIO O UNA TRAGEDIA DEL LIBERISMO?
Pubblicato il luglio 3rd, 2009 Nessun commento
Di Fabio Meini
Dopo questo gravissimo incidente le istituzioni, le forze politiche, i sindacati (maggiormente rappresentativi sic!) si mostrano determinati a comprendere le cause e a trovare soluzioni definitive. Ma vediamo di capire qualcosa. Il trasporto ferroviario riveste una importanza strategica oggettiva in un paese moderno, eppure non si è esitato ad emanare tutte le direttive europee necessarie per una liberalizzazione ingiustificata; in Italia in molti, anche i partiti sedicenti di sinistra, si sono adoperati perché venissero applicate con solerzia. In pratica la vecchia Azienda Autonoma di Stato (F.S.) che gestiva il trasporto su ferro doveva trasformarsi in società per azioni; il trasporto doveva essere liberalizzato ed altre società (in concorrenza tra di loro!) potevano trasportare merci e persone sulla rete ferroviaria.
Si capisce che in questo scenario la sicurezza in ferrovia doveva essere assicurata in maniera adeguata. Eppure in molti si sono limitati a cantare le lodi del libero mercato e delle sue capacità di regolare al meglio anche la sicurezza. Ovviamente non siamo in presenza di ingenuità: la sicurezza ha dei costi e per le società che devono stare sul mercato e finalizzare il loro operato al raggiungimento del profitto anche questi costi vanno contenuti. Nella vecchia Azienda Autonoma delle ferrovie dello Stato i controlli per assicurare la sicurezza erano efficaci (ma erano in servizio oltre 200.000 ferrovieri) e le ferrovie italiane erano le più sicure d’Europa; oggi i ferrovieri sono meno 90.000 e ci si adopera per ridurli ulteriormente al fine di abbattere i costi. Prima era agevole risalire alle responsabilità in caso di incidente ed i regolamenti ferroviari prevedevano che più addetti controllassero l’operato a vicenda.
Vediamo che cosa è accaduto nella vicenda drammatica di Viareggio. La società americana Gatx ha messo in circolazione il carro che ha causato il disastro e praticamente non esiste un organo terzo che certifica il buono stato del veicolo. La sicurezza in ferrovia è garantita dall’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria (Ansf) che svolge le sue funzioni da circa un anno; è un’Autority, che però non è attrezzata per eseguire controlli per cui vige il criterio dell’autocertificazione.
Pensiamo che non sia sufficiente un’autocertificazione per dare in affitto un carro che poi non sarà oggetto di controlli approfonditi e adeguati per poter circolare però sembra che non si possa fare diversamente!
Denunciamo con forza e pubblicamente il perseguimento delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni che tanti guasti hanno prodotto anche in Italia e soprattutto sono alla base di una situazione non facilmente gestibile. La sicurezza deve rappresentare l’obiettivo prioritario per ogni attività. Denunciamo anche che Dante De Angelis, un macchinista di Roma, è stato licenziato alcuni mesi fa (ed ancora non è stato possibile imporre la sua riassunzione) solo per aver evidenziato un ridimensionamento delle attività di manutenzione e di controllo ai treni in circolazione; è da evidenziare che Dante De Angelis è stato eletto dai colleghi Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza: siamo quindi in presenza di una gravissima intimidazione.
Dobbiamo capire infine che le politiche liberiste vanno a braccetto con l’autoritarismo più sfrontato e forse non può essere diversamente visto che la collettività e i lavoratori addetti sono pesantemente penalizzati.
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