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Inceneritore - Risposta di Rifondazione Follonica all’intervento dei lavoratori di Scarlino Energia.
Pubblicato il luglio 28th, 2009 1 commento
E’ già capitato che prima parta l’azienda, e si scagli contro chi, come Rifondazione Follonica in questo caso, ha osato fare domande sui rumori e gli odori “festivi” provenienti dall’inceneritore, e successivamente intervengano le Organizzazioni sindacali e i lavoratori addetti all’impianto e si schierino con l’azienda. Rifondazione Follonica difende anche e soprattutto la verità dei fatti, e porta avanti questa battaglia perché è convinta che le alternative occupazionali ci siano, valide, e il diritto di farsi portavoce dei dubbi e le domande che in tanti, a Scarlino e Follonica, ci e si rivolgono.
Sono anni che, carte alla mano, sosteniamo come il passaggio alla differenziata spinta e all’ impiantistica leggera porti al risparmio e ad un numero maggiore di posti di lavoro, rispetto all’incenerimento, tramite la raccolta e la trasformazione del materiale. Scarlino Energia continua fornendoci ” granelli di verità”, senza aggiungere niente che chiarisca lo scenario, anzi, ci pare, confondendo ulteriormente le acque.
Ma rimaniamo sui fatti. I fatti dicono che nella notte tra il 18 e il 19 luglio scorso, non per la prima volta, la pianura scarlinese è stata avvolta da una coltre maleodorante proveniente dall’impianto industriale. Chiediamo nuovamente: questa è dipesa dal combustibile utilizzato, che secondo le voci che ci sono giunte sono i residui della lavorazione della palma da olio? E se, come dicono i lavoratori, il combustibile e la produzione è la medesima per tutto l’arco delle 24ore, allora si è trattato di un problema di impianto di abbattimento fumi che nei fine-settimana di notte si guasta o si disattiva?
In risposta al comunicato dei lavoratori, nell’intento di sgombrare il campo una volta per tutte dal luogo comune secondo cui “l’attacco portato ripetutamente a Scarlino Energia mira ad una chiusura generalizzata di tutta l’area industriale del Casone”, potrebbe qualcuno spiegarci il nesso tra fare domande su un fatto reale, non accettabile, come le emissioni maleodoranti di un inceneritore, ed il mettere a repentaglio posti di lavoro in aziende come Solmine e Tioxide?
Questa è la chiara dimostrazione di come “fare di tutta l’erba un fascio” tra le diverse realtà industriali scarlinesi forse fa anche comodo a qualcuno, ed in molti, compreso i sindacati, dovrebbero interrogarsi approfonditamente e tornare ad aprirsi alla società. Tra i primi ad accorgersi del valore fondamentale, occupazionale, culturale, sociale dell’industria scarlinese è stato il nostro partito, l’unico (l’unico!) ad aver inserito nel proprio programma (che è on-line da mesi http://rifondazionefollonica.over-blog.net/article-31673510.html ) la possibilità di costruire sinergie tra Comuni e Tioxide per lo sviluppo del Biossido di Titanio foto-catalitico, una tecnologia sostenibile, ecologica, che creerebbe un unicum a livello nazionale ed europeo, garantendo posti di lavoro anche di alto livello.
Progettare il futuro e costruire la mobilitazione sociale (non solo aziendale) per affermarlo ci sembra anche un modo preciso per sollecitare investimenti di qualità e prevenire le delocalizzazioni, insieme alla lotta irrinunciabile per affermare i diritti dei lavoratori in tutto il pianeta.
Ricordiamo inoltre ai lavoratori, alle Organizzazioni sindacali (e a Scarlino Energia) che nell’ultima tornata elettorale, non c’è stato un solo partito che non si sia detto contrario all’inceneritore di Scarlino, nonostante i silenzi attuali. Nel rispetto dell’autonomia di ciascuno, noi preferiamo parlare e confrontarci come sempre a viso aperto, tanto più con il sindacato e i lavoratori, che ci stanno a cuore assai più delle aziende. E proprio per questo chiediamo: il sindacato e i lavoratori di Scarlino Energia si domandano come mai le loro posizioni – analoghe a quelle dell’Azienda – impediscono loro di entrare in contatto costruttivo con le popolazioni, i giovani, larga parte dell’opinione pubblica, che si oppone al sistema dell’incenerimento perché dannoso per la salute e scientificamente arretrato, non (solo) a questo o quell’impianto? Ci sono stati drammatici esempi di arroccamento aziendalistico (a nostro parere) del sindacato e dei lavoratori, sfociati nella chiusura degli impianti (Montedison di Massa Carrara; Acna di Cengio), senza che sindacato e lavoratori, popolazioni e movimento ambientalista INSIEME individuassero e affermassero l’alternativa alle produzioni inquinanti. Furono occasioni perse. Ricordiamo infine che sulla tragica vicenda Agrideco, dopo la sicumera iniziale l’Azienda, interna al ciclo dei rifiuti, ha calato un penoso sipario, dopo che la magistratura ha denunciato gravissime irregolarità, mentre dei dipendenti non si conosce la destinazione; eppure, prima della fine di Doru Martin, nessun controllo aveva registrato problemi.
Non ci piace assistere all’appiattimento del mondo sindacale sulla linea della rispettiva azienda, portatrice di interessi – e poteri: v. delocalizzazioni – secondo noi alternativi a quelli del lavoro e della salute di tutti; oppure all’errore di settori ambientalisti che rinunciano all’alleanza con i lavoratori. Noi proponiamo di tentare appunto la strada alternativa dell’alleanza fra lavoro e natura, fra popolazioni e lavoratori, nella costruzione di un futuro produttivo ambientale occupazionale più avanzato, oggi ragionevole, benché certo non facile, tanto più sotto il peso dei ricatti della crisi innescata prima e poi manovrata dal capitalismo inernazionale. In questa prospettiva propositiva e concreta, si apre lo spazio per un ruolo nuovo, non subalterno né trasformistico, delle stesse istituzioni locali, alle quali rinnoviamo la richiesta di referendum, come avvenne nel 1987 a proposito del progetto-carbone dell’Enel per Torre del sale.
Concludendo, accogliamo positivamente la proposta di un’iniziativa “fabbriche aperte” , saremo i primi della fila il giorno di apertura.
Circolo Prc Follonica
Una risposta a “Inceneritore - Risposta di Rifondazione Follonica all’intervento dei lavoratori di Scarlino Energia.”
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ilario germinario luglio 29th, 2009 alle 12:32
Strano , meno male che follonica e’ sempre aperto il negozio di rifondazione , a grosseto siamo gia in ferie .
BATTUTE APPARTE !!
ma una domanda e l’inceneritore a biomasse dell amiata?? si sa nulla ? magari voi che siete sempre aperti ………..
Ilario ( censura permettendo)
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