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SEZIONE IMMIGRAZIONE

Sezione del sito dedicata ai problemi legati all’immigrazione - alla condizione giuridica dello straniero - al soggiorno dei cittadini europei.ecc.
record del 20.07.2009
Regolarizzazione: ecco come funzionerà - I punti principali della “Dichiarazione di attività di assistenza e di sostegno alle famiglie
Fonte stranieriinitalia.it – 15/07/2009 – Accedi pagina web originale – Autore: Elvio Pasca15 luglio 2009 – Dopo annunci e modifiche, il governo ha presentato oggi alla Camera il suo progetto di regolarizzazione dei lavoratori domestici, attraverso una “Dichiarazione di attività di assistenza e di sostegno alle famiglie”.
I datori di lavoro italiani, comunitari o extracomunitari con la carta di soggiorno, potranno mettere in regola colf e badanti che al 30 giugno 2009 erano già occupate presso di loro in nero da almeno tre mesi. La dichiarazione di emersione costerà 500 euro per ciascun lavoratore e potrà essere presentata dal 1 al 30 settembre.
Per lavoratori italiani e comunitari si potranno usare dei moduli da presentare all’Inps. Per i lavoratori extracomunitari, le dichiarazioni andranno presentate via internet allo Sportello unico per l’Immigrazione.
Ogni famiglia potrà mettere in regola al massimo una colf e due badanti extracomunitarie. Chi presenta la dichiarazione per una colf dovrà avere un reddito di almeno 20mila euro l’anno, se è l’unico a percepire un reddito in famiglia, oppure non inferiore a 25mila euro, se in famiglia ci sono altre persone che percepiscono reddito.
Nessun limite di reddito è previsto per regolarizzare le badanti, ma in questo caso sarà indispensabile un certificato della struttura sanitaria pubblica o del medico di famiglia che attesti le limitazioni dell’autosufficienza della persona assistita. Sarà sempre il medico a certificare se davvero c’è bisogno di due badanti.
Anche chi ha già presentato domanda per i flussi d’ingresso 2007 o 2008 può presentare la dichiarazione di emersione. Chi sceglie questa strada, rinuncia però automaticamente alla domanda per i flussi, che viene archiviata.
Fino al termine dell’esame della dichiarazione, il lavoratore non potrà essere espulso, né, insieme al datore di lavoro, essere oggetto di procedimenti penali e amministrativi per la violazione delle norme sull’immigrazione o sul lavoro. Questi illeciti verranno condonati definitivamente se la regolarizzazione va a buon fine.
Una volta verificato che la domanda è ammissibile, lo sportello unico convocherà datore di lavoro e lavoratore per la stipula del contratto di soggiorno. A questo punto, il lavoratore potrà chiedere a sue spese il rilascio del permesso di soggiorno, che oggi costa circa 70 euro ma sarà ancora più salato con la nuova legge sulla sicurezza.
Potrà partecipare alla regolarizzazione anche chi in passato è stato espulso perché non aveva il permesso di soggiorno o perché il permesso era scaduto. Niente da fare, invece, per chi ha un’espulsione per motivi di sicurezza, ordine pubblico o terrorismo, una segnalazione come “inammissibile” in Italia o una condanna, anche solo in primo grado, per un reato per cui è previsto l’arresto in flagranza.
Non conviene fare i furbi. Se si presentano dichiarazioni false si commette reato e, se si utilizzano documenti contraffatti, si rischiano fino a sei anni di carcere.
record del 17.07.2009
ASSESSORE REGIONALE SALVADORI: “SULLE BADANTI ROMA CI DÀ RAGIONE”
Il polverone alzato dalla Legge sull’immigrazione in Toscana non cala. Questa volta però sembrano aprirsi spiragli di luce. Rifondazione Comunista e Arci sono fiduciose sul pronunciamento della Corte Costituzionale.
Interviene anche l’assessore Regionale Salvatori, dove in un comunicato scrive: “Leggo con soddisfazione sulla stampa che il governo ha cambiato idea e dà sostanzialmente ragione alla Toscana. Mi riferisco all’emendamento presentato dai ministri Maroni e Sacconi al decreto anticrisi in discussione alle commissioni bilancio e finanze della Camera, che prevede meccanismi di regolarizzazione per la badanti”.
L’assessore alle Politiche sociali della Regione Toscana, Gianni Salvadori, interviene in merito alle recenti iniziative del governo sul problema delle badanti. “Per quanto ci riguarda - prosegue l’assessore - abbiamo sempre sostenuto che la condizione di irregolarità non può essere scambiata con la clandestinità e ci siamo battuti perché a queste persone, rimaste scoperte fin dal 2007, venisse garantito un percorso rispettoso del loro lavoro e dei loro diritti. Solo così si può mettere fine alle difficoltà in cui si sono trovate in questi anni, e con loro le tante famiglie che da questi collaboratori hanno ottenuto aiuto e sostegno. Il governo fa un passo indietro e riconosce che la Toscana ha ragione. Con buona pace del centrodestra nostrano - conclude l’assessore Salvadori che continua strumentalmente a fare della polemica contro le iniziative regionali in materia di migranti il suo cavallo di battaglia”.
Sulla vicenda della legge regionale dell’immigrazione impugnata dal Governo c’è da registrare anche il commento di Vincenzo Striano, presidente Arci Toscana: “L’Arci non resterà ferma rispetto alla decisione del Governo di impugnare la legge regionale sull’immigrazione. Chiaro è l’intento ideologico del governo, che col suo provvedimento sulla sicurezza, culmine di una campagna durata molti mesi, ha costruito un concetto: un clandestino non è una persona che in virtù delle leggi italiane non ha il permesso di soggiorno, è per definizione un soggetto pericoloso per le comunità in cui viviamo. Siamo convinti che l’atteggiamento del governo cerchi anche di coprire, buttandola in scontro ideologico, la sua incapacità di gestire il fenomeno immigrazione. L’Arci non resterà ferma rispetto a questo atto politico. Già durante l’iter di approvazione della legge abbiamo manifestato, insieme ad altre associazioni, il nostro appoggio con una presenza visibile sotto la sede della regione. Stiamo già approntando con campagne di sensibilizzazione, partendo dai propri 1400 circoli sparsi sul territorio. Le nostra strutture sono aperte a tutti, comprese ovviamente gli stranieri, anche se clandestini”. Duro anche l’intervento del gruppo di Rifondazione in Consiglio regionale “Il governo di destra - animato dal il suo furore xenofobo - rischia di subire un autogol pesantissimo attraverso il ricorso alla corte costituzionale contro la legge regionale toscana (nonché quella marchigiana) sull’immigrazione. La norma toscana è infatti in linea con i principi di umanità presenti nel dettato costituzionale, le norme europee e internazionali su questo tema, sono invece i provvedimenti del governo medesimo, a cominciare dal recentemente approvato pacchetto sicurezza, a non essere in linea con tali principi. Le vere contro leggi sono quindi quelle approvate dalla destra. Attendiamo quindi fiduciosi il pronunciamento della Corte. “
record del 14.07.2009
Il DDL sicurezza approvato recentemente dal Parlamento infiamma la società italiana: migliaia di polemiche arrivano da tutti i comitati, movimenti, associazioni, ecc. Anche l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ha criticato aspramente la manovra del governo, spiegando nel dettaglio le criticità e i pochi aspetti positivi. Di seguito la nota pubblicata dall’ANFP.
Cosa puo’ andar bene: l’inasprimento del 41 bis, l’obbligo di denuncia del pizzo per gli imprenditori, il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, la restituzione di pieni poteri al Procuratore Antimafia, la sospensione per infiltrazione mafiosa dall’incarico negli enti amministrativi di funzionari e dipendenti dell’ente, non solo degli eletti, l’albo dei buttafuori, il registro dei clochard, l’istituzione di un fondo contro l’incidentalità notturna e la revoca della patente per autisti di mezzi pubblici che fanno uso di stupefacenti.
Cosa sarà un boomerang per la sicurezza: gli schutzen da organizzazione paramilitare sono diventati un’ associazione che tutela i valori cristiani, le tradizioni e i costumi tipici del territorio sud tirolese. In Italia oggi si inizia un processo inverso con i volontari per la sicurezza destinati al controllo del territorio. Si e’ preferito sottrarre 100 milioni al funzionamento della Polizia di Stato per finanziare la fantasia dei sindaci e delle ronde: così con il denaro rimasto non si è potuto far altro che assumere poco più di 800 poliziotti, pur sapendo che ne sarebbero andati in pensione circa 2000″. il Ministro dell’Interno Roberto Maroni non ha detto con chiarezza agli italiani i tagli che ha autorizzato al bilancio del Dipartimento della P.S.: ordine pubblico (-16 milioni), straordinario (-15), spese telefoniche (-19), armamento della polizia (-6), missioni (-7,5), sistemi informatici e reti trasmissioni (-9,5), arredi e mobili (-7), per garantire la sicurezza nelle comunicazioni radio nelle forze di polizia (-71), azzerando quindi al riguardo ogni investimento. Sono stati operati tagli su altre decine e decine di capitoli per un totale complessivo di 194 milioni. Ma la mazzata finale arriva dai tagli sulla cassa, che hanno inciso sul fitto delle caserme di carabinieri e degli uffici di polizia per -121 milioni, per i collaboratori di giustizia -16 milioni, per la manutenzione degli automezzi, -18 milioni, per la Dia, -5,5 milioni e per altri capitoli, per un totale di - 184 milioni. Infine - aggiunge - sono stati tagliati anche i 180 milioni accantonati da Amato per il 2009.
E’ la peggior politica sulla sicurezza della storia repubblicana di questo Paese, se ne accorgeranno anche le ronde quando chiederanno aiuto e nessuno potrà intervenire per tempo perché non ci sono auto, poliziotti e carabinieri a sufficienza.
record del 16.07.2009
RICORSO DEL GOVERNO CONTRO LA LEGGE TOSCANA SULL`IMMIGRAZIONE. I CONSIGLIERI REGIONALI PRC: LA VERA CONTRO LEGGE È LA NORMATIVA DEL GOVERNO, QUINDI IL RICORSO RISCHIA DI TRASFORMARSI IN UN AUTOGOL PER CHI LO HA PROMOSSO.
Il governo di destra – animato dal il suo furore xenofobo – rischia di subire un autogol pesantissimo attraverso il ricorso alla corte costituzionale contro la legge regionale toscana (nonché quella marchigiana) sull’immigrazione. La norma toscana è infatti in linea con i principi di umanità presenti nel dettato costituzionale, le norme europee e internazionali su questo tema, sono invece i provvedimenti del governo medesimo, a cominciare dal recentemente approvato pacchetto sicurezza, a non essere in linea con tali principi. Le vere contro leggi sono quindi quelle approvate dalla destra. Attendiamo quindi fiduciosi il pronunciamento della Corte. Nel merito la legge toscana infatti non modifica assolutamente lo status giuridico dell’immigrato ma gli riserva– occupandosi di diritti sociali e quindi giurdicamente nella piena potestà legislativa regionale - i più elementari diritti che la carta costituzionale e quella Onu riservano alla persona umana, sia essa “clandestina” o meno: le cure sanitarie indispensabili e l’accesso a mense e dormitori in condizioni di urgenza. Normativa toscana ispirata da un assunto: promuovendo il primato della persona e l’integrazione - si “costruisce” sicurezza per tutti, italiani e migranti. Prova ne sono – per i migranti in regola col permesso di soggiorno - la promozione dell’insegnamento della lingua e l’educazione civica, il riconoscimento dei titoli professionali conquistati nei paesi d’origine, l’attenzione ai richiedenti asilo, a chi subisce soprusi con particolare attenzione alle donne e ai minori e ancora tanto altro. Una legge di civiltà contro una deriva xenofoba che la destra cavalca per motivi propagandistici – si sia o meno in campagna elettorale – e che è da respingere e contrastare con fermezza.
Gruppo Consiliare Regionale Rifondazione Comunista SE
Record del 16.07.2009
Il Direttivo regionale della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza – CGIL della Toscana si associa alle tante forze democratiche della società civile - organizzazioni sindacali e associazioni del volontariato e degli immigrati - che promuovono in tutta l’Italia la campagna contro le nuove leggi razziali in Italia. Pubblichiamo il verbale della seduta della CGIL riunitasi a Firenze in data 14.07.2009.
Il Direttivo della FLC-CGIL Toscana fa proprio l’appello dei giuristi del 25.06.09
primi firmatari Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodotà, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky – contro l’assurda introduzione dei reati di ingresso e soggiorno illegale dei migranti in Italia, una legge che “criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.”
Il Direttivo della FLC-CGIL Toscana si associa all’appello degli intellettuali del 29.06.09 – primi firmatari Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio - contro il ritorno delle leggi razziali in Italia: “neanche il fascismo si era spinto a questo punto (…) a introdurre il divieto per le donne straniere, in condizione di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati.” Inoltre il divieto dei matrimoni misti impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” in realtà genera grande insicurezza nelle nostre comunità, viola i fondamenti stessi dello stato di diritto e della civiltà giuridica, viola i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e quelli sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani approvata dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1948.
La popolazione degli immigrati cosiddetti “irregolari” in Italia conta centinaia di migliaia di persone e sono una risorsa culturale ed economica indispensabile per il nostro paese soprattutto in questo momento di crisi strutturale globale. Ci vorrebbe una legge sanatoria per regolarizzare subito queste donne e questi uomini e i loro bambini.
Il nostro sindacato, la CGIL, intende rappresentare queste lavoratrici e questi lavoratori e intende difendere i loro diritti di cittadinanza. Intendiamo essere al loro fianco nella campagna di disobbedienza civile contro queste nuove vergognose leggi razziali – nelle scuole e nelle università, negli ambulatori e nelle ospedali, ovunque sia necessario.
Il grande leader Afro-Americano Martin Luther King ci ha insegnato: “la passività davanti al male è complicità col male; chi non resiste al male è colpevole di complicità col male.”
Perciò il Direttivo della FLC-CGIL Toscana chiede al Presidente della Repubblica, in virtù del potere attribuitogli dall’art. 74, comma 1, della Costituzione (”Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione”):
- di non promulgare il testo di legge deliberato in via definitiva dal Senato il 2 luglio 2009, in quanto recante norme palesemente incostituzionali e violatrici di fondamentali diritti umani;
- di rinviarlo alle Camere con messaggio motivato affinché esso sia modificato conformemente al dettato della Costituzione della Repubblica Italiana, alle norme di diritto internazionale recepite nel nostro ordinamento e ai principi della civiltà giuridica.
approvato per acclamazione




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